Giovedì, 19 Marzo 2015 13:00

tagli dei vitalizi ai condannati: la casta non vuole cambiare nulla

Incontro dei presidenti delle due camere er esaminare un parere richiesto al costituzionalista Onida. Guarda caso, nelle copie distribuite mancava la metà delle pagine. E quindi tutto slitta, nel frattempo si richiedono altre consulenze. Il tutto per non decidere e quindi non cambiar nulla. I grillini sbottano, per quel che conta.

La senatrice questore Laura Bottici, Movimento 5 Stelle, sbotta così: "Basta, così non si può più andare avanti. A questo punto è evidente che sulla questione non si vuole proprio decidere". E finisce con la solita amarezza l'ennesima riunione congiunta degli uffici di presidenza di Camera e Senato, la solita riunione per valutare la cancellazione definitiva dei vitalizi degli ex parlamentari condannati con sentenza definitiva.

Invece, ennesimo nulla di fatto e quindi la prospettiva di un nuovo rinvio. Tanto, è bello riempirsi la bocca con parole di novità e riforma, e poi lasciare il passo alla burocrazia: sulla questione si sta dibattendo ormai da giugno dell'anno scorso, e finora le carte sono solo passate da una scrivania all'altra.

Stavolta, il motivo dell'ennesima fumata nera è stato un fastidioso contrattempo costato una figuraccia alla presidenza di Montecitorio - Laura Boldrini insomma - che per l'occasione era ospite dei colleghi di Palazzo Madama. In pratica, come era già accaduto al Senato - dove il collegio dei questori aveva commissionato al presidente emerito della Corte Costituzionale, Cesare Mirabelli, un parere di costituzionalità sul taglio dei vitalizi, anche stavolta alla Camera era stato richiesto il parere di costituzionalità. Solo che il parere, redatto da un altro ex giudice della Consulta, Valerio Onida, è stato distribuito in un modo che ha, di fatto, vanificato la riunione: con sostanziose pagine mancanti.

"Qui mancano delle pagine", ha esclamato il questore del Senato Lucio Malan, quota Forza Italia. "Spiritoso", ha risposto la Boldrini che pensava ad uno scherzo. Peccato che le pagine mancavano davvero: tutte le pagine pari, su 19 totali che compongono il documento redatto da Onida. Testo illeggibile, insomma, e tutto rimandato. In un mondo normale, le segreteria avrebbero rinviato il testo per email e ristampato, in tempi ridicoli. Invece, nei palazzi della burocrazia tanto basta per rinviare il tutto a data da decidersi, e senza che nessuno sia sanzionato per questa perdita di tempo.

E non solo il tempo perso: già che i potenti si erano scomodati, si è ben pensato di sollevare anche un'altra questione per allungare ancora di più i tempi della decisione. Il questore Antonio De Poli, area popolare, ha infatti informato tutti i partecipanti alla seduta che i capigruppo del Senato hanno chiesto di acquisire altri due pareri sul taglio dei vitalizi ai condannati, da affidare ad altri due illustri costituzionalisti come Sabino Cassese (giudice emerito della Corte Costituzionale) e Massimo Luciani (ordinario di diritto costituzionale alla Sapienza di Roma). Alla richiesta di ulteriore rinvio tutti erano favorevoli, a parte ovviamente i grillini.

A quel punto il presidente Grasso, oltretutto autore di un documento con il quale aveva smontato la tesi di Mirabelli - assolutamente negativa e contraria al taglio dei vitalizi - si è riservato la possibilità di richiedere un'altra consulenza giuridica: tutto per allungare ancora il brodo. Finale, difficilmente la data del 26 marzo, indicata per chiudere la partita e rendere definitivi i tagli, potrà essere rispettata. Colpa della burocrazia, certo, e non di chi la innesca quando più fa comodo.

Tutto ciò ha scatenato l'ira del Movimento 5 Stelle, per voce di Bottici: "Questi continui rinvii non sono più tollerabili. Comprendo la difficoltà di prendere una decisione da parte dei colleghi quando si tratta di toccare gli interessi dei loro amici. Ma a questo punto non si può più rimandare: si fissi una data e, pareri o non pareri, la si rispetti e si decida una volta per tutte". Tanto si sa, i grillini sono messi in minoranza contro la casta. E la telenovela continua, senza ma vederne la fine.

 

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it

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