Lunedì, 03 Novembre 2014 17:38

tagli alle pensioni d'oro, è la volta buona?

Si torna a parlare dei tagli alle pensioni d'oro. Di solito se ne parla in campagna elettorale, tanto per tirar su voti con le solite promesse. Stavolta, ancora una volta, è il Movimento 5 Stelle che tira in ballo l'argomento. Pura demagogia, voglia di far casino o c'è qualche speranza che la mozione abbia un qualche successo?

Una nuova presentazione da parte del Movimento 5 stelle di una soluzione per tagliare le pensioni d'oro senza cadere nella tagliola della Corte costituzionale, che - come ricorderete - l'ultima volta ne ha vanificato il percorso legislativo, quando dichiarò illegittimo il prelievo introdotto nel 2011, pari al 5% per la parte di pensione superiore a 90mila euro lordi annui e fino a 150mila euro (oltre 150mila e fino a 200mila il prelievo era del 10% e del 15% oltre i 200mila).

Ebbene, con la nuova mozione del M5S si propone un sistema di imposte sostitutive, che comunque già sono presenti in diverse modalità nel sistema tributario italiano. In breve, il documento impegna il governo a ricalibrare e aumentare le aliquote sui redditi pensionistici, innalzando il prelievo sugli assegni sopra i 90mila euro in modo da ridistribuire il gettito ottenuto sulle pensioni più povere e sulle minime. In altre parole, si aumentano le tasse per i più ricchi: già oggi dai 75 mila euro in su si applica il 43%.

La domanda è: è giusto far pagare la stessa aliquota a chi guadagna 150mila euro e a chi ne prende la metà? Cioè, non è meglio introdurre ulteriori scaglioni che diluiscano meglio gli "sforzi" dei più ricchi?

Secondo il M5S, si possono introdurre ulteriori scaglioni dai 90 mila euro a salire, rendendo l'imposta sempre più progressiva per rimediare agli scandalosi privilegi concessi con il vecchio sistema retributivo. La progressività, tra l'altro, sembrerebbe cogliere il parere positivo da parte della Consulta. Vedremo in seguito come va a finire.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

Letto 407 volte