Mercoledì, 13 Novembre 2013 15:19

svelati - si fa per dire - i trucchi per evadere il fisco

L'italiano, si sa, ha molta fantasia. Specialmente al sud, dove ancora rimangono vividi nella cultura popolare partenopea incredibili trucchi per frodare le tasse. Nei fatti, il fisco è conscio che gli italiani non pagano tasse su almeno 130 miliardi l'anno di imponibile. Vediamo un po' come.

Secondo le analisi dell'Agenzia delle Entrate e del Ministero delle Finanze, all'appello dell'esattore mancano 130 miliardi l'anno di imponibile. In pratica, redditi invisibili al fisco.

Tutti i dati sono contenuti nel decalogo compilato dall'Unità di Informazione Finanziaria della Banca d'Italia nel Rapporto 2013, una vera monografia dell'arte tricolore.

Guardando quindi questa "radiografia dell'evasore-medio", fra le operazioni anomale spicca sicuramente l'utilizzo strumentale di conti correnti personali per veicolare movimentazioni riferibili invece all'azienda: in pratica, l'evasore dirotta parte del "fatturabile" sui conti di familiari e parenti stretti.

Analogamente, si usano frequenti valzer di denaro fra persone fisiche e giuridiche collegate, come ad esempio i balletti tra socio e società, o tra proprietario ed azienda. In ogni caso, il flusso di contanti sui conti aziendali è, secondo il rapporto, un indicatore classico di "nero".

Andando su stratagemmi più evoluti e complessi, parliamo dei prestanomi: tramite l'interposizione fittizia di prestanome, i titolari effettivi dei fondi movimentati si confondono nelle nebbie.

Mentre chi non ha prestanomi usa metodi più classici e popolari, come la falsa fatturazione per prestazioni mai eseguite. Poi, se si ha un bravo consulente con un piede all'estero, è facile usare intrecci commerciali con controparti basate in paradisi fiscali da cui non esce alcuno straccio di visibilità fiscale.

Ancora, per reinvestire i fondi "rientrati" - ufficialmente anonimi, ufficiosamente noti - con l'ultimo scudo fiscale si inventano strane operazioni in conto corrente.

Infine, le carte elettroniche utilizzate in particolare per aggirare il limite all'uso del contante, oggi fissato a 1000 euro: l'antiriciclaggio, grazie alle segnalazioni delle banche, ha preso atto che esistono prestanome professionisti, intestatari di centinaia di carte prepagate. Manco a dirlo, i prestanome sono ovviamente ignoti al fisco: non hanno alcun reddito.

 

FONTE: http://www.ilsole24ore.com

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