Mercoledì, 21 Agosto 2013 11:47

stranezze del decreto del fare: meglio multa che parcheggio

Appena entrato in vigore il c.d. "decreto del fare", subito qualcuno si è messo a fare... i conti. Ed ha trovato che, per assurdo, conviene prendere una multa per divieto di sosta che pagare la tariffa oraria per il parcheggio a pagamento. Ecco i dettagli.

La norma che introduce lo sconto sul pagamento della multa entra in vigore con il cosiddetto "decreto del fare". L'obiettivo è chiarissimo: se paghi subito - quello è importante - ti facciamo lo sconto. Se invece tenti strane manovre (ricorsi, attesa della notifica a casa e via dicendo) paghi di più, anche se dopo.

E' subito polemica. Intanto perchè la multa dovrebbe incentivare il cittadino ad evitare un comportamento non consentito, e non spingerlo a pagare senza tante domande. Poi, perchè, e qui viene l'assurdo, lo sconto è talmente alto che, conti alla mano, fa concludere al cittadino che tutto sommato parcheggiare, ad esempio, l'auto in un punto vietato comporta un pagamento tutto sommato accettabile.

Oggi, mercoledì 21 agosto 2013, il decreto del fare di Enrico Letta introduce la norma che prevede lo sconto del trenta percento (quasi un terzo, quindi) sulle multe per chi paga entro cinque giorni dalla contestazione o dalla notifica del verbale. Escluse dallo sconto, ovviamente, tutte le infrazioni che comportano la confisca del veicolo o la sanzione accessoria della sospensione della patente. Inclusa con lo sconto invece - strano ma vero -  la sanzione per il mancato uso del seggiolino per i bambini.

A dirla tutta, la norma originaria è stata falciata del codicillo che prevedeva un equivalente sconto, indipendentemente dal termine di pagamento, per gli automobilisti virtuosi che nei due anni precedenti alla data della multa non hanno commesso infrazioni del Codice della Strada. Con buona pace di chi il codice della strada lo rispetta.

Obiettivo del legislatore chiarissimo: far pagare il cittadino multato in nome del principio "pochi, maledetti e subito". D'altronde, un terzo degli automobilisti multati fino ad oggi sceglie di non pagare subito, facendo ricorso al prefetto o al giudice di pace o anche semplicemente attendendo la notifica della cartella esattoriale per prendere tempo. Tante volte, specie nelle grandi città, in questo modo non si paga mai, complice la burocrazia una volta tanto a favore del cittadino.

Una nota applicativa: i conti di applicazione dello sconto sulla sanzione  vanno fatti al centesimo: chi si sbaglia ed arrotonda perde subito il diritto allo sconto, nonchè perde la possibilità - sempre prevista -  di saldare in misura ridotta entro 60 giorni, con conseguente ricarico di spese e interessi. In finale, perde lo sconto e la misura ridotta: la multa invece che -30% (lo sconto) arriva a +100% (raddoppia).

Ed un paradosso: la multa incentiva l'infrazione. Con buona pace del principio coercitivo della sanzione che abbiamo rammentato sopra.

Un esempio: il divieto di sosta. La multa in misura ridotta (entro 60 giorni) fa 41 euro, scontata entro i primi cinque giorni fa quindi 28,70 euro (-30%). Ma quanto costa pagare la tariffa per il parcheggio a pagamento, considerato che bisogna trovarlo (di solito quello in divieto è più vicino al posto dove dobbiamo arrivare) e soprattutto il pagamento della tariffa è sicuro, la multa arriva quando il vigile si accorge dell'infrazione.

Un po' di statistica - l'analisi del rischio - per accorgersi che, a conti fatti, in caso di reiterazione sistematica dell'infrazione diventa economicamente più conveniente parcheggiare in divieto di sosta (e pagare di tanto in tanto la multa) che pagare ogni giorno la tariffa per il parcheggio a pagamento.

FONTE: http://www.investireoggi.it

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