Martedì, 01 Aprile 2014 14:00

spread sempre ai minimi storici. che vuol dire?

Ad apertura di Aprile lo spread è sempre più basso. Vediamo gli scenari che si prospettano, in funzione soprattutto delle conseguenze sul debito pubblico nazionale.

Ormai lo spread, cioè il differenziale tra i rendimenti dei BTP e Bund tedeschi entrambi con scadenza a 10 anni, ad oggi, inizio del mese, risulta ancora in calo. Siamo infatti a 170 punti base (in altre parole, all'1,7%). Più in dettaglio, i nostri BTP a 10 anni oggi rendono il 3,28%, e presto potrebbero arrivare al 3,25%.

Questo strano fenomeno, certo non il risultato di una Nazione in piena ripresa economica, sarebbe oltretutto destinato a non esaurirsi tanto presto: secondo gli analisti di gruppo CITI, a breve il differenziale dovrebbe stringere a 100 punti base per l'Italia, ma meglio potrebbero fare entro il 2015 i titoli irlandesi, con uno spread a 100 punti, mentre i titoli del Portogallo dovrebbero scendere a 200.

La buona notizia è che il costo per rifinanziare il nostro debito potrebbe quindi scendere dal 4% medio degli ultimi anni al 2% attuale e per il prossimo futuro, dando per buona la promessa della BCE di mantenere bassi i tassi a lungo (la cosiddetta "forward guidance"). Conseguentemente, il costo medio del debito calerà al 3% nei prossimi anni.

E quindi, dice uno studio di Crédit Suisse, si aprono diversi scenari per il nostro debito pubblico. Se l'Italia riuscisse a raggiungere tassi di crescita intorno al 3% annuo (1,5% di crescita effettiva,  il resto sarebbe la spinta dell'inflazione) da qui al 2020, il rapporto tra debito e PIL potrebbe scendere poco sopra il 100%. VIceversa, senza riforme e senza crescita, il rapporto potrebbe spingersi addirittura al disastroso 160%.

Comunque, il processo di normalizzazione dei mercati finanziari nell'Eurozona, oggi a dir poco instabili, è ancora molto lontano, visto che i titoli tedeschi rendono ancora soltanto l'1,55-1,60% in media, cioè la metà dei livelli prima della crisi.

Morale, non bisogna abbassare la guardia, perché per quanto bassi siano i nostri rendimenti e lo stesso spread, essi segnalano comunque un premio per il rischio ancora abbastanza alto di investire in Italia: secondo i mercati, infatti, il nostro paese continua ad essere percepito più a rischio della Germania rispetto agli anni precedenti allo scoppio della crisi finanziaria.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

Letto 644 volte