Martedì, 21 Febbraio 2017 20:15

sorprese sul cedolino: L.438/92 art.3 TER

La segnalazione giunge da un militare, ma si scopre che la misteriosa voce (ovviamente, una detrazione) riferita alla legge in questione riguarda parecchi dipendenti della Pubblica Amministrazione. Scopriamo di cosa si tratta.

Dopo aver parlato in questo articolo di benefici fiscali per i militari, questo mese arrivano brutte notizie per loro. E non solo.

A cominciare dal corrente febbraio, nel cedolino stipendio tipicamente disponibile sul portale della Pubblica Amministrazione - il celeberrimo NoiPA - compaiono due voci decisamente inattese quanto misteriose. E naturalmente si tratta di passività, ossia di voci che diminuiscono lo stipendio netto.

Si tratta delle voci denominate 'conguaglio fondo pensione' (non per tutti, a dire il vero) e 'addizionale legge 438/92, art.3 TER' (questa invece riteniamo che ce l'abbiano proprio tutti). Il risultato è ovviamente che lo stipendio netto viene sensibilmente ridotto: mediamente il risultato è che lo stipendio netto diventa un terzo o giù di lì rispetto al lordo.

In tanti si saranno chiesti quindi di che si tratta, e quindi veniamo a rispondere con gli elementi finora noti. Intanto, qualche premessa.

Primo, ricordiamo che il reddito lordo di riferimento per i lcalcolo di tali imposizioni non è il valore imponibile ai fini fiscali (tanto per capirci, il valore punto al punto 1 del CUD, ad esempio denominato 'Redditi di lavoro dipendente e assimilati con contratto a tempo indeterminato'). Ebbene no, in realtà dobbiamo considerare il reddito lordo effettivo imponibile ai fini pensionistici (che troviamo al punto 23 del CUD, ad esempio denominato 'Totale imponibile pensionistico').

Ovviamente quest'ultimo valore è ben più alto del primo, in quanto indica quanto guadagneremmo se non ci trattenessero imposte e contributi - l'altro invece sarebbe il reddito senza le sole trattenute da imposte. E quindi, i calcoli per la pensione vengono effettuati sulla suddetta base pensionabile.

Andiamo avanti: l'art. 15 della legge n. 724/94 stabilisce che tale base pensionabile sia rivalutata del 18%, proprio per consentire al lavoratore di ottenere una pensione maggiore. E qui ci sarebbe molto da dire: quello che è certo è che oggi vengono prelevati più contributi, domani chissà se la pensione aumenterà davvero proporzionalmente.

Ma lasciamo stare quest'ultima riflessione e continuiamo con l'analisi. Abbiamo quindi capito che il calcolo del prelievo pensionistico va effettuato sul 118 percento della base pensionabile - ossia il montante rivalutato come detto. Ed ecco da dove esce la voce di 'conguaglio fondo pensione': rappresenta la misura dell’8,75 percento sul 18 percento della base pensionabile, ovviamente riferiti ai redditi percepiti nell’anno precedente.

Tale conguaglio, appunto, è eseguito dall'ordinatore secondario di spesa, che agisce nei nostri confronti quale sostituto di imposta ed effettua il calcolo sulla somma dello stipendio e di eventuali compensi accessori percepiti nell’anno precedente. Beninteso, se tali compensi accessori non superano il 18 percento dello stipendio, essi non fanno parte del calcolo per la pensione e pertanto il conguaglio sarà calcolato solamente sul 18 percento dello stipendio. La trattenuta in questione, insomma, corrisponde proprio all’8,75 percento dei contributi pensionistici che, ai sensi dell’art. 15 della legge 724/94 (altrimenti nota come legge finanziaria 1995), dobbiamo pagare sul 18 percento dello stipendio dell’anno precedente.

Passiamo all'altra misteriosa voce: 'Addizionale legge 438/92, art.3 TER' al codice 800/389. Tale trattenuta viene effettuata ad alcuni per due mesi, ad altri anche per quattro (cioè da febbraio a maggio). Anche qui, si tratta di un conguaglio contributivo, in altre parole un conguaglio relativo ad una trattenuta che dobbiamo versare a favore del sistema pensionistico pubblico.

La trattenuta in questione è una aliquota aggiuntiva, pari all’1 percento sulle quote di retribuzione eccedenti la cosiddetta 'prima fascia di retribuzione pensionabile'. La quale, per l’anno passato, era fissata in 46.123 euro appunto su base annua. E quindi, su tutta la retribuzione eccedente questa prima fascia siamo obbligati a pagare l'1 percento di contributo aggiuntivo.

In finale, il conguaglio in questione è dovuto poiché nell'anno appena trascorso la trattenuta è stata esercitata mensilmente per solo 12 mensilità di stipendio e di indennità integrativa speciale. La tredicesima ed ogni altra indennità pertinente è stata esclusa. Ed ora arriva il conto.

 

FONTE: http://www.magistraturaindipendente.it

Letto 739 volte