Lunedì, 28 Novembre 2016 15:55

sondaggi della politica e rincorsa dello spread: ci risiamo

A pochi giorni dal referendum costituzionale, che in ogni caso avrà evidentemente sensibili ricadute sulla fiducia verso il governo Renzi, si riaffaccia lo spettro dello spread. Tradotto, i mercati internazionali scommettono sull'esito e ciò influenza inevitabilmente la bilancia economica italiana.

Avevamo già parlato in questo articolo dello spread e di come influenza la politica e l'economia nazionale.

Ma andiamo per ordine Intanto ricordiamo cosa è lo spread: tutti ne parlano ma, temiamo, non tutti sappiano esattamente di cosa si tratti.

Lo spread (letteralmente, differenziale) è la differenza tra i rendimenti dei titoli di Stato italiani a 10 anni (i BTP decennali, appunto) e gli omologhi titoli tedeschi, detti comunemente BUND dal nome della loro banca centrale (la 'Deutsche Bundesbank').

Detto ciò, chiariamo anche perché è importante: in soldoni, maggiore è il rendimento e maggiore è il rischio dell'emittente. E' intuitivo: più l'economia nazionale soffre e rischia il collasso, più la Banca Centrale nazionale (Bankitalia per i BTP, Deutsche Bundesbank per i BUND) deve alzare i rendimenti, bilanciando rischio con profitto per l'acquirente del titolo. E quindi, spread alto vuol dire che il BTP nazionale ha un interesse molto più alto di quello tedesco, e quindi che l'economia nazionale, rispetto a quella tedesca (ad oggi la più solida d'Europa) è messa male.

Oggi lo spread tra BTP e BUND è attestato a 188 punti base. E come ovvio i suoi recenti movimenti sono frutto, almeno in parte, dalle attese sul referendum costituzionale. I cui sondaggi danno in vantaggio il fronte del 'NO'. Non solo: accanto alle questioni politiche e la fiducia verso il governo di Matteo Renzi, vi sono serie e gravi sofferenze del sistema bancario italiano. Ad aggiungiamo anche un sentimento negativo, strombazzato anche dagli organi di stampa, riguardo le indiscrezioni in merito all'inadeguatezza delle coperture sui crediti deteriorati di alcuni istituti italiani.

Come successe ai tempi del governo Berlusconi - e tutti ci ricordiamo come andò a finire: inizio col governo Monti la tragica sequenza dei governi dei 'non eletti', fino (e compreso) all'attuale.

Insomma, prepariamoci ad un attacco speculativo. ma non solo all'Italia: l'aumento dello spread nei confronti dei titoli di Stati tedeschi, sottolineano gli analisti, non interessa solamente l'Italia ma è visibile per l'economia della vicina Francia, dove -  guarda caso - sta avanzando il consenso verso la destra di François Fillon (chiaramente schierato per politiche espansive collegate all'allargamento del deficit di bilancio. Pari scena è replicata per l'economia spagnola.

Fuori dall'Europa, poi, consideriamo pure la sotto performance dell'azionario europeo rispetto al blocco sviluppato di America e Giappone ed i relativi spread tutti in salita. Alla fine, tutto si sta preparando per un attacco speculativo all'intera Eurozona, all'ombra di un crescente sentimento di incertezza verso il quadro politico in Europa a seguito delle previsioni sugli importanti appuntamenti elettorali del 2017. Sarà insomma necessario capire se tale tendenza dei mercati continuerà a proliferare e palesarsi in maniera più evidente in occasione delle prossime settimane, magari mesi, e diventerà un tema significativo per l'economia nazionale nostra e non solo.

Guardando nel breve termine ed in casa nostra, fino alla data del referendum - il 4 dicembre - è verosimile che lo spread in questione resti abbondantemente sopra i 180 punti base, proprio in virtù dei sondaggi tutti verso la sconfitta del fronte renziano. E non lo dice Beppe Grillo, ma lo sostengono ad esempio gli analisti di UNICREDIT. La loro valutazione è che i rendimenti dei Treasury (i titoli di Stato USA) sono sui massimi da un anno, con il differenziale rispetto al titolo decennale tedesco a livelli che gli americani non vedevano dalla fine degli anni '80. E quindi, sempre secondo gli analisti, il costo di finanziamento per la Germania dovrebbe restare in area 0,25%, con il focus del mercato che, piano piano, si dovrebbe concentrare sulla riunione della BCE prevista per il prossimo 8 dicembre. Staremo a vedere.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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