Lunedì, 04 Febbraio 2013 13:56

siti aziendali in Piemonte pagati truffando la regione

Alcune regioni sono divenute famose per gli sperperi (il Lazio, tanto per citare la più "celebre"). Ma anche al nord c'è il "vizietto", anche in padania albergano i "furbetti". Stavolta si parla di 2 milioni di euro. Per realizzare siti internet a prezzi da capogiro, gonfiati in modo da permettere alle imprese di non pagare nulla per i propri siti internet o addirittura farci la "cresta".

La Guardia di Finanza indaga su una maxi truffa ai danni della regione Piemonte: 140 persone indagate a piede libero, 2 milioni di euro truffati alle casse della regione, 2,2 milioni di euro di beni sequestrati cautelativamente su richiesta del pool antiriciclaggio della procura di Torino.

I fatti: la Finpiemonte, finanziaria della regione Piemonte, riceve contributi a fondo perduto per la realizzazione di siti internet, finanziati al 50% con le aziende che volevano allestire un sito internet per le proprie attività commerciali. In pratica, L'Unione Europea stanziava fondi alla Regione, e questa li girava alla sua finanziaria per pagare al 50% le fatture della società informatica che se ne occupava.

Il trucco: i costi della società informatica venivano gonfiati, spesso ricorrendo a professionisti compiacenti che effettuavano false certificazioni, Gli importi venivano raddoppiati per poter realizzare il sito gratuitamente (cioè il conto "vero" era tutto a spese della regione) se non addirittura aumentati a tal punto da averne addirittura un introito. Un ulteriore raggiro riguardava invece le condizioni preliminari per accedere ai finanziamenti pubblici. Spesso, infatti, nelle domande di contributo l'attività veniva falsamente localizzata in aree del Piemonte sottoposte a processi di riconversione economica.

L'intera vicenda è ora al vaglio della Corte dei Conti, per l'accertamento delle responsabilità erariali connesse agli episodi accertati. Infine, sono in corso mirati controlli fiscali, finalizzati al recupero delle imposte risparmiate dalle imprese contabilizzando le fatture false.

 

FONTE: http://www.ansa.it

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