Sabato, 18 Novembre 2017 14:03

se si viene serviti tardi, si paga comunque?

Parliamo di una caso frequente, soprattutto il fine settimana e durante le feste: andiamo al ristorante, magari abbiamo una certa fretta e invece veniamo serviti con una lentezza allucinante. Ci possiamo alzare ed andarcene o comunque dobbiamo pagare il tavolo?

Andare a mangiare fuori, magari in un ristorante carino con il proprio partner o la propria famiglia, dovrebbe essere un momento di svago e di piacere. Non sempre è così: talvolta, i tempi di attesa troppo lunghi al ristorante possono diventare talmente snervanti da rovinarci la serata, soprattutto se si tratta di un'occasione veloce, con poco tempo a disposizione. Ancora, ad accrescere la frustrazione e lo sconforto nel servizio reso dal ristorante può aggiungersi anche il fatto di vedere che altri tavoli occupati dopo il nostro vengono inspiegabilmente serviti prima.

Primo punto da chiarire: l'ordine di arrivo al ristorante deve essere necessariamente quello in cui si servono i tavoli? In caso contrario, il cliente può lamentare un servizio irregolare e scorretto, e quindi rifiutarsi di pagare il conto?

Sappiatelo: incredibile a dirsi, ma esiste una legge in merito. Si tratta di un provvedimento del 1998, tale decreto legislativo n.114, rivolto a tutti gli esercenti commerciali, bar, ristoranti e pizzerie che prevede espressamente l’obbligo del titolare a seguire l’ordine temporale della richiesta. Insomma, chi prima arriva deve essere prima servito.

Questo vale sia i clienti in fila al bancone - pensate al classico caso del ticket al supermercato, tipo per il banco dei formaggi e salumi - ma vale anche per gli ordini al ristorante o in pizzeria: il cameriere deve sempre seguire l’ordine di arrivo nel prendere gli ordini, e analogamente il pizzaiolo o il cuoco devono attenersi all'ordine con cui gli arrivano le comanda per la preparazione dei piatti.

A questo punto, vediamo allora che cosa è possibile fare nella situazione in cui i tempi di attesa diventano davvero troppo lunghi. Innanzitutto, domandiamoci se esiste un tempo preciso oltre il quale è legalmente indubbio che il servizio sia diventato eccessivamente lento, oppure non esiste una soglia legale e quindi tutto diventa una mera considerazione soggettiva?

Ebbene, il codice civile stabilisce chiaramente che, se a causa del ritardo nell’adempimento del servizio di ristorazione, il cliente perde interesse ad ottenere la prestazione, allora lo stesso ha tutto il diritto di recedere dal contratto. In parole povere, questo significa che il cliente arrabbiato per l'eccessivo ritardo nel servizio può tranquillamente alzarsi e andarsene - senza pagare il conto - e senza essere tenuto al risarcimento per aver occupato il tavolo (il cosiddetto 'coperto').

E non è obbligato a pagare il conto neppure se le pizze, o i piatti in generale, ci viene detto che sarebbero stati pronti di li a poco. Aldià di ciò, comunque, vale sempre la regola di usare buonsenso da parte del cliente, ad esempio nel tener conto di quanto sia affollato il locale o di altri elementi o contrattempi che chiaramente - ed inevitabilmente - possano rallentare il servizio senza che si configuri in ciò una diretta responsabilità del ristoratore.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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