Mercoledì, 28 Dicembre 2016 12:00

se non abbiamo pagato il bollo auto

Nel caso non avessimo (ancora) pagato il bollo auto, non ce la caveremmo solo con una multa: è prevista la radiazione del veicolo dal PRA, dopodiché il veicolo non potrebbe più circolare. Ma si tratta di una misura eccessiva, e si può far ricorso.

In questo articolo avevamo parlato della promessa dell'(ex) premier Renzi circa l'abolizione del bollo: ce ne siamo già dimenticati, ossia il bollo va comunque pagato.

Negli ultimi giorni abbiamo probabilmente letto con stupore la notizia del pugno duro adottato da ben tre regioni italiane - Lazio, Lombardia e Puglia - per contrastare il fenomeno evidentemente frequente di bollo auto non pagato per una durata superiore ai tre anni. Ebbene, la pena prevista nelle suddette regioni per gli automobilisti trasgressori è, udite udite, la radiazione della vettura dal PRA. Pensate: in realtà non è una idea nuova dei rispettivi governatori, ma a ben vedere è una norma già nota. Allora la domanda: perché solo tre regioni stanno mettendo in pratica questa norma e le altre no, e perché solo ora?

La norma, come si diceva, esisteva già: il riferimento legislativo che autorizza alla radiazione della macchina in caso di bollo auto non pagato è proprio l'articolo 96 del Codice della Strada. In virtù di essa, trascorsi appunto tre anni senza che sia avvenuto il pagamento, l'ACI invia una richiesta di chiarimenti indirizzata all'automobilista.

E allora, se non abbiamo pagato il bollo per tre anni verosimilmente faremo melina anche della lettera dell'ACI: trascorsi perciò trenta giorni dalla missiva senza risposta (o comunque senza una risposta munita di adeguati chiarimenti) l'ACI può procedere a richiedere alla Direzione della Motorizzazione la cancellazione del veicolo dal Pubblico Registro Automobilistico. 

Ciò costituisce l'atto finale della vita legale della vostra vettura: il veicolo non può assolutamente circolare. Chi invece volesse rischiare circolando con una vettura radiata dal PRA meriterebbe una multa tra 416 euro e 1.682 euro, ed ovviamente la confisca immediata del veicolo.

Un buon avvocato però troverebbe comunque un appiglio per ricorrere contro la norma suesposta. Attenzione: il bollo va pagato, su questo non ci deve essere dubbio o discussione. Ciononostante, tutti abbiamo il diritto di contestare l'applicazione della norma laddove non formalmente corretta.

Andiamo al punto: la norma è presente nel codice da ben 15 anni, ma per divenire correttamente applicativa avrebbe avuto bisogno di un apposito decreto del Ministero delle Finanze, d'intesa con quello dei Trasporti e della Navigazione. Tagliamo corto: tale decreto non è mai stato emesso. Pertanto, il possessore del veicolo oggetto della pena vessatoria prevista dalle tre regioni in questione potrebbe fare semplicemente ricorso contro il provvedimento dinanzi al giudice di pace competente, oppure direttamente al Ministero dei Trasporti, contestando l'illecita applicazione della norma del Codice della Strada.

Precisiamo però ancora l'aspetto più importante: anche ricorrendo come detto si può ottenere che non venga applicata la misura di radiazione dal PRA, ma certo il bollo resta da pagare. Addirittura, nel frattempo la competenza sulla riscossione del bollo è passata dallo Stato alle regioni, e perciò anche il decreto in questione dovrebbe oggi essere emesso non più dai ministeri competenti ma da ciascuna regione.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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