Domenica, 16 Giugno 2013 14:00

salva Italia, cresci Italia e... fare!

E' appena stato partorito l'ennesimo decreto recante misure d'urgenza per la crescita e lo sviluppo del Belpaese. Decreto che viene di volta in volta accompagnato con uno slogan di stile elettorale: il decreto del fare. D'altronde, dopo il salva Italia ed il cresci Italia, ora bisogna... fare! Slogan a parte, vediamo uno per uno i punti contenuti nella norma.

La prima - speriamo non l'ultima - opera del governo Letta è un decreto di 80 articoli che stabisce le urgenze e le priorità di intervento economico. Tra queste, analizziamo le dieci misure più significative e soprattutto quelle pensate come più rilevanti per dare quanto prima ossigeno a famiglie e imprese schiacciate dalla crisi.

LA PRIMA CASA NON E' PIGNORABILE. 
O meglio, lo è in pochi casi: per debiti con il fisco fino a 120 mila euro, e nel caso di abitazioni non di lusso, la prima casa è impignorabile. Altrimenti, in caso di mancato pagamento di tasse, una famiglia in difficoltà perde la prima ed unica casa, che viene messa all'asta a prezzi bassissimi - col risultato collaterale che il mercato immobiliare punta al ribasso e gli immobili si svalutano. Beninteso, se il debito supera i 120 mila euro, anche la prima casa viene pignorata.

EQUITALIA MENO AGGRESSIVA. Si allungano a 120 le rate in cui poter dividere i debiti verso la temuta Agenzia, di contro alle 72 rate prima previste. Quindi tempi di rimborso più lunghi ed interessi di mora ad oggi tutto sommato bassi. Inoltre, è possibile saltare fino a otto rate (dalle due della vecchia norma), anche non consecutive, prima che decada il beneficio della rateizzazione dando una buona mano alle imprese (soprattutto le piccole) in difficoltà con la liquidità a disposizione. Beninteso, il debito non si cancella nè diminuisce: senza ripresa, questa misura è solo un allungamento di agonia.

BOLLETTE ELETTRICHE (DI POCO) MENO CARE. Ma di pochissimo: è stato disposto un taglio di 550 milioni di euro sulla bolletta elettrica, ottenuto, tra l'altro, cancellando dalle bollette 135 milioni di costi che saranno spostati a carico delle società che operano nelle energie rinnovabili e che hanno un imponibile maggiore di 40 mila euro e ricavi superiori a 200 mila euro. Più di mezzo miliardo di euro sembra non poco, ma qualcuno ha già fatto il conto: in busta, un risparmio di soli cinque euro all'anno in tasca alle famiglie. Pochino in confronto agli sperperi dei nostri politici.

TASSI AGEVOLATI ALLE PICCOLE IMPRESE. Banche e Cassa Depositi e Prestiti - il braccio finanziario del Ministero dell’Economia - sono pronte a stipulare convenzioni per concedere alle imprese fino a 5 miliardi di prestiti a tasso agevolato per l'acquisto di macchinari, impiani e attrezzature nuove a uso produttivo. Il tutto grazie ad una pioggia di finanziamenti da concedere entro il 2016, con durata massima di 5 anni per un valore massimo di 2 milioni di euro per ciascuna impresa.

RILANCIO DELL'EDILIZIA ED INFRASTRUTTURE. Stanziati 3 miliardi di euro per le opere pubbliche già avviate con un cantiere - ad esempio la Metropolitana di Milano, Roma, Napoli: secondo i calcoli del Governo, ciò significa 30 mila nuovi posti di lavoro. E da dove arrivano i soldi? Dagli altri cantieri, quelli "a morire": la TAV Torino - Lione o il ponte sullo Stretto di Messina. Con la logica di destinare i pochi soldi a completare quanto iniziato invece che ad avviare opere nuove che poi potrebbero non trovare denari per essere ultimate. Oltretutto, il documento di regolarità contributiva (DURC) viene allungato a sei mesi: le imprese edili possono compensare i debiti contributivi con i crediti derivanti dallo sblocco da parte della Pubblica Amministrazione.

MENO TASSE PER LA NAUTICA. Questa è la misura esplicitamente non mirata agli Italiani in difficoltà, ma utile a far girare il settore della nautica - che comunque genera introiti e tasse. Tagliata la tassa sul lusso introdotta dal governo Monti sulle imbarcazioni - che aveva azzoppato il settore, per la fortuna dei porti stranieri - e ridotta l'imposta sulle imbarcazioni fino a 20 metri - addirittura azzerata fino a 14 metri.

(POCA) INNOVAZIONE E RICERCA. Qui i soldini 
sono davvero pochi, ma senza i "veri tagli" difficile aspettarsi qualcosa di diverso: il neonato fondo per "i grandi progetti per l’innovazione e la ricerca" è finanziato con 50 milioni di euro per il 2013 e altri 50 per il 2014.

SPINTA AL DIGITALE. Nuovi impulsi per lo sviluppo dell'agenda per l'Italia digitale, nuovo desk per l'attrazione degli investimenti esteri e li beralizzazione del mercato dei collegamenti wi-fi. Ulteriori impulsi per l'utilizzo della casella di posta elettronica certificata per dialogare con le amministrazioni pubbliche.

BORSE DI STUDIO PER STUDENTI. 19 milioni di euro stanziati per le cosiddette "borse per la mobilità", per studenti che, al vertice di una classifica di merito, vogliano iscriversi nell'anno accademico 2013-2014 a corsi di laurea - anche magistrali - in università statali e non, fuori dalla propria regione. Inoltre, è stato sbloccato il turn over - in pratica, non si assumeva più alcun personale del corpo docente - liberando 1.500 posti per professori ordinari e 1.500 per nuovi ricercatori.

DUE SOLE DATE PER PAGARE IL FISCO. Di contro alle tante scadenze - sempre diverse - sul calendario, per pagare le varie imposte, d'ora in poi ci saranno solo due giorni, 1 gennario e 1 luglio, come scadenze per l'erario. Salvo la possibilità di derogare in norme successive, ovviamente: come dire, fino a prova contraria.

Per ora suonano come post-promesse, come buone intenzioni. Ma potrebbero anche essere slogan per calmierare il popolo e far finta che le cose cambino. Difficile commentare a caldo la bontà ed efficacia di queste norme, quindi dire se, come dice il premier, si sta andando nel verso giusto: occorre attendere l'applicazione di queste misure e vedere se, nel medio periodo, il popolo italiano davvero ne trae beneficio.

 

FONTE: http://www.panorama.it

Letto 1047 volte