Domenica, 15 Marzo 2015 17:23

Roma ed il Giubileo 2015: trasporti carenti, cantieri infiniti e rischio mazzette

Secondo il sindaco ed il premier, la capitale è pronta alla sfida del Giubileo. Ma come nel 2000, anche oggi ci sono le premesse per ritardi ed opere incompiute. E c'è sempre il rischio che i soldi fluiscano nelle tasche delle solite cricche, attratte dagli appalti milionari.

Tutto a posto, secondo il sindaco Ignazio Marino: "Roma è da subito pronta ad affrontare questo evento mondiale". Proprio il Giubileo annunciato da Papa Francesco, deciso ad indirlo per l’8 dicembre con dieci anni d’anticipo. Anche secondo il premier non ci saranno imprevisti: Matteo Renzi si dice "sicuro che, come già nel 2000, Roma si farà trovare pronta", evidentemente entusiasta di fronte alla storica doppietta: Expo e Giubileo nello stesso anno. Eppure l'esperienza dovrebbe suggerire un po' di prudenza: quindici anni fa, tra ritardi dei cantieri, opere infinite mai completate e disagi alla viabilità non mancarono affatto i problemi e le difficoltà. E tutto fa pensare che succederà lo stesso, visto che dovrebbero replicarsi gli stessi numeri del 2000: oltre 3.400 eventi, 25 milioni di pellegrini da tutto il mondo ed un boom di turismo del 25% rispetto al 1999. Insomma, un nuovo assalto alla capitale.

Cominciamo dai trasporti. Nel 2000, ricordiamolo, al terzo appuntamento di massa - il giubileo dei bambini del 2 gennaio - si prenotarono in 47mila, invece ne arrivarono il doppio. E Piazza San Pietro può contenerne al massimo 52mila. Effetto: Roma paralizzata e stazione Termini nel caos. L'indomani, l'Osservatore Romano, voce ufficiale della Santa Sede, criticò Ferrovie dello Stato: "Nessuno ha il diritto di giustificarsi o di schermirsi dietro alla parola Giubileo. Che ci sarebbe stato lo si sapeva da tempo. Bisognava attrezzarsi". Facile a dirsi.

Nel frattempo il cardinale Roger Etchegaray, all'epoca presidente del comitato centrale del Grande Giubileo del 2000, difendeva i propri interessi: "Sì, ci sono stati tanti disagi, ma in piazza San Pietro l’affluenza è stata veramente imprevedibile: per i prossimi eventi giubilari occorrerà tenerne conto se si vogliono ridurre i problemi dei pellegrini". Oltretutto, accanto ai pellegrini c'erano orde di pendolari inferociti per il ritardo dei treni, puntualmente strapieni, e delle linee di metropolitana stracolme: gli orari erano modificati solo in funzione degli itinerari turistico-religiosi, senza quindi tener conto di chi fruiva dei treni tutti i giorni per lavoro o studio.

ADUSBEF, per voce del presidente Elio Lannutti, denuncia: "Roma è una groviera, la qualità dei mezzi pubblici è peggiorata, le strade sono piene di buche: prima di dire 'siamo pronti' bisognerebbe intervenire per risolvere questi problemi. Per estensione, Roma è grande dieci volte Parigi, se ci sono delle risorse da spendere mi auguro che siano utilizzate per i cittadini e non per la propaganda vaticana. E, soprattutto, che le cricche vengano tenute alla larga". E parliamo anche delle grandi opere da realizzare, magari anche iniziate ma mai completate.

Uno scandalo come la linea C della metropolitana romana: doveva essere pronta per il Giubileo del 2000 e invece non sarà finita neppure per il prossimo. Vedrà la luce - si spera - nel 2025. Ma come, se ne parla dal 1990? Oltretutto, la terza linea metro è un'opera di cui Roma avrebbe un disperato bisogno a prescindere dal singolo evento. Per ora, ad ottobre dovrebbe aprire il primo tratto della nuova linea verde da Pantano a Centocelle, la periferia est della capitale, ma finché non sarà prolungata fino a San Giovanni resterà di fatto scollegata dalle altre due linee e quindi utile decisamente a poco.

Poi, c'è la corruzione nei grandi eventi. Un'esperienza, come quella del 2009, che ebbestrascichi giudiziari per diversi esponenti della cosiddetta "cricca degli appalti". Come per i mondiali di nuoto, tra i cui impianti figuravano quelli del Salaria Sport Village di Diego Anemone, poi finiti nel mirino dei pubblici ministeri romani per presunti abusi edilizi e violazione delle norme paesaggistiche - in quel caso però la sentenza del 2013 ha assolto tutti i 19 imputati per inconsistena del fatto. Mentre il centro sportivo, famoso per aver ospitato anche l'ex capo della protezione civile Guido Bertolaso - a suo tempo vice commissario vicario per il grande Giubileo del 2000 - è nuovamente tornato sotto la lente della magistratura che ne ha disposto un nuovo sequestro nell'ambito dell’inchiesta "grandi eventi": secondo le indagini, l'ex capo della protezione civile avrebbe accettato dal costruttore Anemone svariate mazzette per influenzare alcuni dei maggiori appalti degli ultimi anni: dai Mondiali di nuoto del 2009 a Roma al G8 della Maddalena, fino alle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d’Italia. Staremo a vedere come si conclude anche questa vicenda.

Finita la stagione dei grandi eventi, è iniziata quella delle grandi emergenze, con analoghi balletti di appalti milionari e sospetti di tangenti e corruzione. Come insegna la vicenda di Mafia Capitale, capace di allungare i suoi tentacoli perfino sui centri d'accoglienza per fronteggiare l'emergenza immigrati. Tutto tranquillo e positivo, invece, per il sindaco Marino: "Avremo sì costi straordinari, ma il PIL della città farà un enorme balzo in avanti". Magari però si cerchi di iniettare per tempo il vaccino contro il morbo delle mazzette che, dal Mose all'Expo, continua ad infestare la concorrenza facendo lievitare i costi a carico del pubblico.

D'altronde, un Giubileo può anche fare miracoli, come la nascita di una struttura RAI introdotta proprio per celebrare l'evento, come spoiegato dalla giornalista Milena Gabanelli in un articolo dell'anno scorso in Reportime del Corriere della Sera. Secondo la giornalista è "Emblematica la genesi di RAI Vaticano. Nel ‘97 una decina di dipendenti occupavano due stanze per preparare gli eventi di Giubileo 2000 senza budget, il team si relazionava con la Santa Sede per agevolare le reti nella produzione di programmi da trasmettere e vendere in tutto il mondo, e doveva essere operativo per 2 anni". Poi, invece, "Il Giubileo è finito da tempo, ma la piccola squadra si è trasformata in una struttura con i suoi funzionari e dirigenti per continuare a fare le stesse cose". Insomma, l'annuncio di Papa Francesco, per i tanti che lavorano (e guadagnano) in RAI Vaticano è stata una vera e propria benedizione.

Peccato però che nella home page di RAI Vaticano, a quasi 24 ore dall'intervento del Pontefice, della notizia del prossimo Giubileo non c'era ancora traccia. Evidentemente erano troppo impegnati a festeggiare.

 

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it

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