Lunedì, 30 Gennaio 2017 13:10

rischia il licenziamento chi si ammala sistematicamente il venerdì o il lunedì?

Sono sempre più i casi di malati proprio a ridosso del fine settimana, ossia il lunedì piuttosto che il venerdì. Ma che strumenti ha il datore di lavoro per contrastare il fenomeno, supposto che siano malati fasulli che vogliono in realtà solo estendere la durata del fine settimana?

Avevamo parlato in questo articolo di licenziamenti per abuso della legge 104, riservata a chi prende un permesso per assistere un convivente malato. Parliamo oggi dei permessi per nostre malattie.

La normativa al riguardo fa parte della riforma della Pubblica Amministrazione, diciamolo subito. Ed allora, che strumenti di lotta sono previsti dalle norme contro i furbetti del week end? Una prima di tutte, ed efficacissima: il licenziamento immediato per chi si ammala sistematicamente il lunedì o il venerdì, dopo ovviamente aver effettuato verifiche e controlli rigidi per distinguere il malato vero dal furbetto.

La riforma è quella firmata dal ministro Marianna Madia, ricordiamolo, ed ormai è pronta per essere attuata: tra le misure certamente più attese vi sono i provvedimenti contro le assenze sistematiche a ridosso del fine settimana, ovvero le malattie strategiche giusto il venerdì ed il lunedì, che inevitabilmente danno adito ad un elevato sospetto di falso, e fanno conseguentemente scattare i previsti controlli e, come ultima misura una volta accertata la falsità della malattia, il licenziamento immediato se, appunto, il dipendente viene dimostrato reo di falsa dichiarazione.

In dettaglio, l'ultima ratio è proprio la sospensione dal lavoro in 48 ore e, subito a seguire, la risoluzione del contratto di lavoro in 30 giorni. Ancora, la sanzione così implacabile e drastica non si applica soltanto alle assenze strategiche e ingiustificate come quelle del tipo appena descritte. No, si applica anche a tutte le condotte penalizzabili con il licenziamento ed ovviamente colte in flagranza. A titolo di esempio on esaustivo, parliamo quindi di violazioni gravi e reiterati dei codici di comportamento, falsi documentali, ripetuta valutazione negativa.

Andiamo avanti. Per gli statali la riforma della Pubblica Amministrazione, in riferimento all’articolo 18, sicuramente continua a trovare applicazione verso gli statali, ma con importanti correttivi. Come nel caso dei vizi formali, che comunque non annullano gli effetti dell’azione disciplinare qualora sussistano prove schiaccianti. Come dire, il fatto che il datore di lavoro si sia mosso con modi non perfetti verso un dipendente scorretto non vuol dire che il dipendente non può essere per ciò sanzionato.

Carlo Rienzi, l'attuale presidente della CODACONS, al riguardo si dchiara poco convinto che queste misure siano davvero efficaci contro il fenomeno del finto malato del lunedì o del venerdì: secondo il suo avviso, nel Belpaese ci si dovrebbe piuttosto concentrare a stanare e colpire i furbetti del cartellino, quelli che tutti i giorni timbrano e poi vanno a svolgere commissioni personali.  E che ancora oggi continuano ad agire indisturbati.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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