Mercoledì, 10 Agosto 2016 16:50

riscaldamento condominiale: obbligatoria la contabilizzazione individuale

Si diffondono sempre più i sistemi 'ibridi' tra il riscaldamento termoautonomo ed il centralizzato: tipico esempio, le valvole termoregolatrici. Da fine anno la contabilizzazione condomino per condomino dei consumi diventa obbligatoria: fine dell'era in cui ogni condomino era troppo o troppo poco riscaldato perché così voleva la massa.

Avevamo parlato in questo articolo della liberalizzazione del riscaldamento autonomo all'interno dei condomini.

Il problema è arcinoto: tutti coloro che abitano in un condominio con sistema di climatizzazione centralizzato (sia esso per riscaldamento, più tipico, che per raffreddamento, meno diffuso) sanno quanto sia disagevole non poter fruire dei servizi di riscaldamento e/o raffreddamento secondo le proprie specifiche esigenze, ad esempio negli orari per sé ideali o impostando la temperatura secondo le proprie esigenze.
Ecco la novità: tutti questi problemi scompariranno con l'attivazione delle nuove misure europee sull'efficienza energetica, recepite in Italia sin dal 2014: sanciscono l'obbligo di contabilizzazione e regolazione autonome da applicare entro la perentoria scadenza di dicembre 2016.

A dirla tutta, dal 26 luglio scorso - data di entrata in vigore di recenti norme di modifica - gli amministratori dei condomini dovevano aver già avviato le attività di verifica e controllo degli impianti, proprio nell'ottica del regolamento europeo. Poco importa: entro fine anno in tutti gli edifici o condomini che adottano un sistema di climatizzazione centralizzata andranno introdotti i sistemi che consentano di regolare e misurare i consumi in modo distinto per ogni unità immobiliare, ad esempio tramite installazione di sotto contatori o, più tipicamente, delle diffusissime valvole termoregolatrici.

Sappiamo che sono ancora in esercizio vecchi impianti di riscaldamento - specialmente quelli prima del 1980. Per questi sarà necessario installare appositi ripartitori e valvole su ogni singolo radiatore, a differenza di quelli più recenti (cosiddetti impianti ad anello) per i quali sarà sufficiente inserire solo un contatore al punto di consegna. Per ripeterci, il tutto riguarda ogni impianto centralizzato di riscaldamento, di raffreddamento, di fornitura di acqua calda e di allacciamenti comuni a reti di teleriscaldamento o teleraffreddamento (è il caso della distribuzione di energia termica attraverso tubazioni interrate).

Le conseguenze verso ciascun utente sono importanti: il singolo condomino potrà finalmente gestire in autonomia i propri consumi, liberandosi dalle tipiche situazioni di inefficienza dei vicini o dell'intero condominio. Parimenti, con la contabilizzazione individuale sarà possibile ripartire le spese in base ai consumi effettivi, e non 'alla romana'.

In particolare, la misurazione dei consumi dovrà avvenire in linea con i criteri stabiliti dalla normativa tecnica UNI 10200, la quale prevede l'adozione di una quota di consumo volontario - il consumo effettivo registrato dal contatore - unita ad una quota di consumo involontario - una specie di 'quota fissa' che comprende i costi indipendenti dall'azione del condomino (ad esempio, le dispersioni). Attenzione: se la suddetta norma non fosse applicabile, o nel caso vi fossero forti differenze di fabbisogno termico tra le unità immobiliari, la suddivisione dei consumi dovrà avvenire attribuendo almeno una quota pari al 70 percento di essi ai consumi effettivi e deliberando liberamente per l'assegnazione dell'altra (ossia, per metri quadri piuttosto che per millesimi o altre soluzioni). Ancora, per la prima stagione di impiego del sistema successiva all'installazione dei contatori, la suddetta ripartizione può essere effettuata secondo i millesimi di proprietà.

Ovviamente, ci sono i costi iniziali che ogni condomino deve sostenere per pagare l'adeguamento degli impianti esistenti e quindi la loro messa a norma: superati questi costi, il sistema a regime dovrebbe consentire un risparmio sui consumi, soprattutto per gli utenti 'virtuosi' che decideranno di limitare l'utilizzo di energia allo stretto necessario. Beninteso, l'efficienza termica dipende molto dalla posizione dell'appartamento, dalle esigenze soggettive di ciascuno: non aspettatevi miracoli, ma certamente poter gestirsi in autonomia è un vantaggio di non poco conto.

E chi non ottempera entro fine 2016? Per chi non si adegua alle nuove disposizioni come detto, le regioni possono stabilire sanzioni variabili da 500 a 2.500 euro per appartamento. A meno che - ma sono rari i casi - non vi siano relazioni tecniche da cui risulti evidente che l'installazione di sistemi di contabilizzazione individuali non è tecnicamente fattibile o non è ritenuta efficiente in termini di costi, sproporzionati rispetto ai potenziali risparmi energetici ottenibili.

 

FONTE: http://www.aduc.it/

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