Sabato, 22 Dicembre 2012 13:00

riforma forense: è legge

Ieri il Senato ha approvato definitivamente il disegno di legge n.601-B, che disciplina la professione di avvocato: dopo più di quattro anni, dal maggio 2008, tra balletti della Camera e del Senato, finalmente la riforma della professione di avvocato, voluta fortemente dall'Ordine, è ora legge. Cosa cambia quindi?

La legge si compone di 67 articoli. Si parte dalla disciplina dell'ordinamento forense e della professione di avvocato, dove si prevede, tra l'altro, la riserva per l'attività di assistenza legale stragiudiziale. Disciplinate le associazioni tra avvocati, che potranno essere anche multidisciplinari, mentre al governo spetterà il compito di emanare un DLGS che regolamenti le società tra avvocati. Dalle quali, però, sono esclusi i soci di puro capitale.

Gli avvocati possono acquisire il titolo di specialista, tramite un percorso formativo di due anni. È libera la pubblicità informativa, a patto che sia veritiera e non comparativa. L'avvocato deve dotarsi di copertura assicurativa: sia per la responsabilità civile che per gli infortuni. Il preventivo scritto è obbligatorio solo su richiesta del cliente, mentre i parametri saranno indicati dal Ministero della Giustizia con decreto su proposta del Consiglio Nazionale Forense, ogni due anni. Insomma, è finita l'epoca dell'avvocato che stira i conti al cliente piano piano, come in una partita di poker, ma le spese del legale deve essere normate da un'organo nazionale e note nel dettaglio al cliente. Almeno sulla carta. 

E veniamo al tirocinio professionale. E' della durata di 18 mesi, come previsto dal DL liberalizzazioni. E non determina l'instaurazione di rapporto di lavoro subordinato anche occasionale. Al praticante, è sempre dovuto il rimborso-spese, e, decorso il primo semestre di pratica, possono essere riconosciuti al tirocinante, con apposito contratto, un'indennità o un compenso per l'attività svolta. Il tirocinio consiste anche nella frequenza obbligatoria, per un periodo non inferiore a 18 mesi, di corsi di formazione di indirizzo professionale tenuti da ordini e associazioni forensi. Insomma, è finita l'epoca degli avvocati presi come tirocinanti e poi usati come "schiavetti" per rimpiazzare una costosa segretaria. Almeno sulla carta.

 

FONTE: http://www.italiaoggi.it

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