Giovedì, 06 Agosto 2015 14:00

riforma della Pubblica Amministrazione: le novità

I maggiori impatti della riforma della PA riguardano, senza dubbio, il sistema sanitario. Tradotto, un certo numero di prestazioni non verranno più erogate. Vediamo in dettaglio che succederà.

La riforma della PA ha ricevuto il sì definitivo del Senato, quindi sono sempre più in dirittura di arrivo le novità in campo di Sanità.

Intanto si riduce la spesa per l'acquisto di dispositivi medici e farmaci. Poi, arriva una sensibile stretta sulle prestazioni di assistenza specialistica, i ricoveri e il trattamento accessorio del personale sanitario in presenza di riorganizzazione.

Ed ancora, con la riforma si intravede una riduzione globale del finanziamento del SSN già da quest'anno: a dire del Ministero, i tagli effettuati puntano a conseguire risparmi ma anche misure alternative.

Andiamo per ordine: cominciamo dai dispositivi medici e farmaci. Ebbene, una delle misure contenute nella riforma della Sanità è finalizzata alla riduzione della spesa per l'acquisto di beni e servizi nel settore. A questo proposito si è dunque resa necessaria una rinegoziazione dei contratti esistenti con fornitori di beni e servizi. Tale rinegoziazione è tenuta ad avvenire secondo una tabella apposita contenuta nel Decreto Legge n.78 del 2015: in tale documento entrambe le parti, ossia aziende del SSN e fornitori, possono risolvere il contratto in caso di esito negativo.

Sempre per ridurre la spesa, la misura prevede di avviare procedure di rinegoziazione, entro il 30 settembre 2015, tra AIFA (Agenzia Italiana del FArmaco) e aziende farmaceutiche, con l'intento di ridurre i prezzi di rimborso medicinali a carico del SSN.

E passiamo a parlare di tagli alle prestazioni sanitarie per i cittadini. E qui son dolori: è infatti evidente in questo settore la maggiore stretta del governo, che quindi maggiormente peserà sulle spalle dei cittadini.

Ad esempio, le prestazioni specialistiche ambulatoriale erogabili nell'ambito del SSN subiranno un vistoso taglio nell'ottica di ridurre le prestazioni che sono state definite "inutili". E quindi, addio alla copertura sanitaria per quelle terapie non appropriate prescritte dai medici - addirittura sono già previste sonore sanzioni in caso di prescrizioni non appropriate.

Si rimanda invece ad un decreto ministeriale apposito la definizione delle condizioni di erogabilità della prestazioni. Lo stesso documento fornirà indicazioni sull'appropriatezza delle prestazioni prescritte dal medico. E beninteso, le condizioni e le indicazioni dovranno essere indicate specificatamente nella prescrizione medica.

Venendo ai numeri, le prestazioni a rischio sono circa 180 sulle oltre 1700 erogate dal servizio sanitario. Tra le prestazioni definite di fatto inappropriate si troveranno:

- test genetici

- test allergologici (può essere mutuato solo dietro prescrizione dello specialista)

- odontoiatria (garantite solo a persone con problemi economici e di salute)

- TAC e risonanza magnetica (mutuabili solo quelle agli arti e alla colonna vertebrale).

E per finire, in assenza di fattori di rischio per gli esami di laboratorio sono previste nuove raccomandazione, a carico del SSN ogni 3 anni per i soli esami inerenti a patologie di obesità, diabete, ipertensione e colesterolo.

In caso di comportamento non conforme alle indicazioni ministeriali nelle prescrizioni, il governo prevede sostanziose riduzioni del trattamento economico a carico del medico: i medici, quindi che prescriveranno esami non a norma subiranno sanzioni con trattenute sul loro trattamento economico, se dipendenti SSN, o con la riduzione delle loro quote variabili se convenzionati.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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