Domenica, 29 Dicembre 2013 18:39

riforma della giustizia: lavori in corso

La giustizia è lenta ed i carcerati comuni trattati come bestie: fin qui tutti d'accrodo. La soluzione del governo fa però pensare: prima il decreto "svuota-carceri", ora un disegno di legge per rendere praticamente impossibile l'arresto.

Il ministro Anna Maria Cancelieri, aiutata da un'apposita commissione presieduta da Giovanni Canzio, sta tracciando le linee della soluzione finale al problema della giustizia e delle carceri in Italia, cioè un disegno di legge per la "velocizzazione del processo penale". Ecco le novità, per ognuna delle quali proviamo a giocare al "prima e dopo".

Punto uno: il giudice deve interrogare l'indagato prima di arrestarlo. Prima: il candidato all'arresto, non sapendo di essere nel mirino dei magistrati, si fa trovare a casa quando sopraggiunge la forza pubblica e qundi finisce in manette. Dopo: l'arrestando viene preavvertito col dovuto anticipo dai giudici, convocato per l'interrogatorio e quindi informato in dettaglio dei sospetti che gravano sul suo capo. E può quindi dileguarsi per tempo.

Punto due: le richieste di cattura dei PM sono affidate ad un collegio di ben tre giudici. Prima: se ne occupa un solo giudice, il GIP (Giudice per le Indagini Preliminari), e comunque l'arrestato può ricorrere al Tribunale del Riesame (tre giudici) ed ulteriormente alla Cassazione (cinque giudici). Nove giudici in tutto per decretare un condannato. Dopo: il ruolo del GIP è "giocato" da tre giudici, che quindi possono perder tempo a mettersi d'accordo o mollare la presa una volta trascorsi i termini. Oltretutto, specie nei piccoli tribunali, è difficile trovare tre giudici liberi o non incompatibili (ad esempi, che si occupano o si sono occupati di vicende affini). Finale, molte catture andranno alle calende greche o magari neanche si faranno.

Punto tre: illimitati colloqui nei primi cinque giorni fra l'arrestato e il difensore (salvo per reati di mafia e terrorismo). Prima: il limite sussiste per evitare che, prima dell'interrogatorio, il sospettato venga "istruito" dal difensore a tacere o a mentire secondo un copione prestabilito, sicuramente non finalizzato a far luce sugli eventi. Dopo: il difensore ha modo e tempo di "preparare" l'arrestato al processo, tipo riguardo i complici da inguaiare e i mandanti da salvare, si pensi ai processi di corruzione e criminalità finanziaria.

Punto quattro: le parti civili sono escluse dal giudizio abbreviato. Prima: il risarcimento dei danni poteva essere contestuale al processo - tipicamente per delitti gravissimi, fino all'omicidio. Dopo: le parti civili per ottenere il risarcimento dei danni dovranno avviare una separata causa civile, che si prevede costosissima e lunghissima.

Addirittura, questo disegno di legge governativo verrà integrato con la legge prevista dalla commissione giustizia alla Camera, presieduta da Donatella Ferranti (PD), secondo cui diventa praticamente impossibile arrestare gli incensurati - non solo i delinquenti alla prima impresa, ma anche gli impuniti fino a questo momento sfuggiti al braccio della legge.

 

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it

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