Martedì, 20 Novembre 2012 22:14

riforma del condominio, tante le novita

Da alcuni mesi a proposta di legge ha girato i palazzi del potere, cercando consensi o modifiche. Finalmente, dopo il vaglio della Camera e del Senato, è legge. Tante le novità, come la possibilità - finalmente - di staccarsi unilateralmente dal riscaldamento condominiale, o l'obbligo per l'amministratore di un titolo di studio adeguato. Ecco i dettagli.

Finalmente la riforma della normativa inerente il condominio è legge. Dopo un travagliato percorso burocratico, anche il Senato - ultimo passaggio - ha approvato il testo, praticamente senza modifiche rispetto al testo licenziato dalla Camera. Addirittura la notizia è stata 'gridata' su Twitter, dal senatore dell'IdV Luigi Li Gotti. "È legge la nuova disciplina sul condominio. Sono 31 articoli. Alcune cose potevano cambiarsi, ma il testo sarebbe riandato alla Camera e sarebbe stato a rischio", ha twittato il senatore.

Un capitolo dedicato agli animali domestici: in ogni caso il regolamento condominiale non potrà mai vietare di possedere o detenere animali domestici.

E poi, finalmente la liberalizzazione dal riscaldamento condominiale. Chi si vuole staccare dall'impianto centralizzato, da oggi, può farlo senza dover attendere il benestare dell'assemblea. Ma attenzione: a patto di non creare pregiudizi agli altri e - come ovvio e giusto - di continuare a pagare la manutenzione straordinaria dell'impianto condominiale, in quanto pertinenza comune. Insomma, basta con i ricatti del condominio a dover pagare percentuali assurde - qualcuno dice del 30% - sui consumi del carburante.

E ancora, per la messa a norma in sicurezza e per l'eliminazione delle barriere architettoniche del palazzo basterà che in assemblea siano presenti i condomini che rappresentano un terzo dei millesimi condominiali, e tra questi sarà sufficiente la maggioranza favorevole del 50 più uno. A conti fatti, basta un sesto in millesimi più un condomino.

Nel testo, inoltre, troviamo anche che il cambio di destinazione d'uso per i locali comuni può essere deciso dai soli quattro quinti, cioè non più all'unanimità.

L'amministratore deve essere diplomato. Niente registro, ma restano alcuni requisiti necessari (godimento dei diritti civili, titolo di studio, formazione, assicurazione professionale). Per fare l'amministratore, ad esempio, dovrà frequentare un corso di formazione iniziale, oltre ad aver conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado. Ma non è tutto: All'atto della nomina dovrà presentare ai condomini una polizza individuale di responsabilità civile che copre gli atti compiuti nell'esercizio del mandato. Gli oneri di questa sono ovviamente a carico dei condomini.

Ma anche il web del condominio: l'assemblea può disporre la creazione di un sito internet del condominio, ad accesso individuale e protetto, per consultare tutti gli atti e i rendiconti mensili.

Infine, il repertorio dei condomini: quello presso ogni ufficio provinciale dell'Agenzia del Territorio è soppresso.

E' una riforma davvero importante, quasi epocale, ed ha i connotati di una vera e propria liberalizzazione del settore. Un sospiro di sollievo per chi, finora, non ha potuto staccarsi dal riscaldamento autonomo perché, strozzato dal ricatto condominiale del 30 pervento dei consumi di carburante, non aveva convenienza a fare il grande passo. Ora invece, le cose cambiano.

 

FONTE: http://www.repubblica.it

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