Sabato, 16 Aprile 2016 12:00

RIFORMA COSTITUZIONALE - parte seconda: altre modifiche

La riforma costituzionale, oggetto del prossimo referendum, sarà il banco di prova del governo Renzi nonché una riforma di portata storica. Chi dice che sia raffazzonata e caotica, chi invece la giudica fondamentale e migliorativa. Ma davvero abbiamo capito di cosa si parla e cosa andremo a votare?

 

LEGGI LA PRIMA PARTE DELLA GUIDA

 

Proseguiamo con la sintesi interpretata dei vari punti di modifica del testo della riforma "Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione", firmata da Maria Elena Boschi e per molti giudicata il banco di prova del governo Renzi.

ADDIO AI SENATORI A VITA

Oggi i senatori a vita sono gli ex Presidenti della Repubblica, vita natural durante, e le personalità scelte dal Presidente stesso che hanno "illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario". Ad oggi sono due ex Presidenti e quattro nominati.

Con la riforma, i senatori nominati non saranno più a vita ma resteranno in carica sette anni. Quindi, gli attuali senatori a vita diventano una categoria ad esaurimento.

IL PRESIDENTE DEL SENATO SUPPLENTE

La riforma costituzionale prevede che la seconda carica dello Stato sia il Presidente della Camera, e non il Presidente del Senato come finora stabilito. Il Presidente del Senato ha però il compito di convocare il Parlamento in seduta comune nel caso in cui il Presidente della Camera svolga le funzioni del Presidente della Repubblica (ad esempio perché il Presidente della Repubblica non può adempierle alle sue funzioni per impedimento permanente, morte o dimissioni).

TEMPI CERTI PER I DISEGNI DI LEGGE 

Le nuove regole prevedono per il Parlamento l'obbligo dell'indicazione di tempo certo per il voto dei disegni di legge del governo. Inoltre, vengono introdotti i limiti al governo sui contenuti dei decreti legge.

RICORSO PREVENTIVO SULLE LEGGI ELETTORALI

La riforma introduce il ricorso preventivo per le leggi elettorali alla Corte Costituzionale, su richiesta di almeno un quarto dei componenti del Parlamento. Fra le norme transitorie è stabilita anche la possibilità di ricorso preventivo per  la legislatura in corso: anche l'Italicum potrebbe dunque subire tale esame.

ABOLIZIONE DELLE PROVINCE

Ad oggi l'abolizione delle province è già in atto: le 110 province italiane, precedentemente dotate di Consiglio Provinciale e relativa Giunta, sono state trasformate in via transitoria in Enti di secondo livello, ossia un organismo esecutivo più snello formato dai sindaci.

Con la riforma, si eliminano le province dalla Costituzione, passaggio formale necessario per concludere l'iter previsto dal governo.

ABOLIZIONE DEL CNEL

Avevamo già parlato in questo articolo della dubbia utilità del CNEL.

Il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (CNEL) viene abrogato. A suo tempo, nel 1948, fu pensato come un raccordo tra società civile e palazzi della politica: col tempo il ruolo si è sicuramente ridotto ed oggi è un carrozzone dalla dubbia utilità. E soprattutto, fino ad oggi sono state spese risorse per i 64 consiglieri più il presidente -  l'ultimo è stato Antonio Marzano.

In dettaglio, perdono il posto - poi vedremo cosa andranno a fare piuttosto che diventare disoccupati - 10 esperti, "qualificati esponenti della cultura economica, sociale e giuridica, dei quali otto nominati dal Presidente della Repubblica e due proposti dal Presidente del Consiglio dei Ministri",  48 rappresentanti delle categorie produttive, "dei quali ventidue rappresentanti dei lavoratori dipendenti, di cui tre in rappresentanza dei dirigenti e quadri pubblici e privati, nove rappresentanti dei lavoratori autonomi e delle professioni e diciassette rappresentanti delle imprese" e 6 rappresentanti delle associazioni di promozione sociale e delle organizzazioni di volontariato "dei quali, rispettivamente, tre designati dall'Osservatorio Nazionale dell'Associazionismo e tre designati dall'Osservatorio Nazionale per il Volontariato"

I QUORUM DEI REFERENDUM

Resta invariata la soglia di 500 mila firme per presentare un quesito referendario. La novità è che, se i promotori riescono a raccogliere più di 800 mila firme, si abbassa il quorum necessario che diventa non più calcolato sugli aventi diritto ma sul numero dei votanti dell'ultima tornata elettorale. E per rendere valido il referendum basta la metà di questi ultimi votanti.

I REFERENDUM PROPOSITIVI

Finora esistevano i soli referendum abrogativi, con lo scopo di eliminare parti o intere leggi. Con la riforma si introduce anche il concetto di referendum propositivi. E' un sistema largamente in uso in parecchi altri Paesi europei, ed offre il vantaggio di poter interrogare direttamente la popolazione su importanti temi di attualità. Ad esempio, temi per cui altri Paesi hanno sondato la volontà deil popolo con referendum propositivi sono stati quello sull'indipendenza della Scozia piuttosto che sui matrimoni gay in Irlanda. In pratica, è una forma di partecipazione diretta del popolo alla processo legislativo.

DISEGNI DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE

Il disegno di legge di iniziativa popolare già esiste nella nostra Costituzione. Con la riforma diventa tutto più difficile: salgono da 50.000 a 150.000 le firme necessarie per presentare il disegno di legge. Di contro, i regolamenti del Parlamento dovranno ora indicare tempi certi di esame, e questa è una clausola oggi non esistente.

E con questo termina la sintesi delle più importanti modifiche introdotte dal testo della riforma costituzionale. Il consiglio per tutti è quello di continuare ad informarsi e soprattutto leggere fonti diverse per avere una visione globale della riforma, oggi equivalentemente osteggiata come pastrocchio normativo dalle opposizioni ed esaltata come panacea di tutti i mali dal governo.  

 

FONTE: http://www.panorama.it

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