Sabato, 22 Ottobre 2016 20:47

rifiutarsi di lavorare nei festivi: si può?

Ancora una volta interviene la Cassazione a fugare ogni dubbio sulla possibilità o meno che un lavoratore si rifiuti di lavorare nei giorni festivi.

La Suprema Corte di Cassazione, con una recente sentenza - la numero 21209 del 19 ottobre 2016 - ha chiarito che un lavoratore può astenersi dal lavorare nei giorni festivi senza per questo avere riduzioni di paga e di retribuzione da parte del datore di lavoro.

E' proprio così: più specificatamente, il lavoratore può rifiutarsi di assecondare una specifica richiesta del datore di lavoro di svolgere attività lavorativa nei giorni festivi. Oltretutto, il lavoratore non deve neanche addurre motivazioni o giustificazione valide al rifiuto, perché se da un lato il diritto alla retribuzione per i giorni festivi non lavorati prevale sui contratti collettivi, dall'altro il diritto di astenersi dal lavoro in caso di festività ha carattere generale per tutti i lavoratori indipendentemente da quali siano le ragioni che hanno determinato l'assenza dal lavoro.

E quindi, andando a senso con i termini di legge, il trattamento economico non può essere ridotto al di là di quello che prevedono i contratti individuali né può, certamente, attuarsi il mancato pagamento della giornata non lavorata. Attenzione però: ciò non vieta che tale diniego da parte del lavoratore possa, secondo la specificità del lavoro, prevedere delle sanzioni disciplinari.

Ancora, il rifiuto del lavoratore a lavorare nei giorni festivi non può in alcun modo incidere sulla busta paga, neanche se il lavoratore si astiene dal fornire un valido motivo al rifiuto.

Nello specifico, ai sensi dell'articolo 2 della legge 260 del 1949 i giorni festivi per i quali il lavoratore non è obbligato a lavorare sono il primo giorno dell'anno (Capodanno), il giorno dell'Epifania (6 gennaio), il 25 aprile (anniversario della liberazione), il giorno di lunedì dopo Pasqua (Pasquetta), il 1 maggio (festa del lavoro), il giorno della festa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo (solo per Roma), il 2 giugno, il 1 novembre (Ognissanti), l'8 dicembre (la festa dell'Immacolata Concezione), il 25 dicembre (Natale) ed il 26 dicembre (Santo Stefano).

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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