Giovedì, 27 Settembre 2012 10:44

ricorso tributario: dal 2013 per via telematica

Una vera  e propria rivoluzione che può dare il via al processo tributario telematico. Il tutto allo scopo, manco a dirlo, di accelerare il corso della giustizia e limitarne i costi anche per il cittadino. Cosicché si possa magari abbattere il triste primato di lentezza della giustizia che, come noto, in Europa ci vede veri campioni.

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto 26 aprile 2012, n. 7425 del Direttore del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia, è fatta norma che le comunicazioni e notificazioni del processo tributario avvengano tramite l’utilizzo della posta elettronica certificata (PEC). Ciò impone quindi alle parti di disporre e render noti nel ricorso tributario o nel primo atto difensivo i propri indirizzi PEC.

Invece, secondo la norma ancora in vigore, nel caso ad esempio di un avviso di liquidazione, un accertamento e cartella di pagamento, se il cittadino ritiene illegittimo o infondato un atto emesso nei suoi confronti, può rivolgersi alla Commissione Tributaria Provinciale per chiederne l’annullamento totale o parziale. Procede quindi ad un ricorso tributario, il quale deve essere notificato innanzitutto all’ufficio che ha emesso l’atto contestato, mediante diverse modalità come la consegna diretta, per posta, con plico raccomandato senza busta e con l’avviso di ricevimento ovvero a mezzo notifica di ufficiale giudiziario. Infatti, il processo tributario è innescato proprio dalla proposizione del ricorso alla competente Commissione Tributaria Provinciale, ricorso che poi va a conoscenza delle parti coinvolte. Da tutto ciò si evince come la notifica di ricorso sia una data importantissima, ed evidentemente una sua lungaggine può impattare drammaticamente su tutto il processo tributario.

Ed ecco la chiave di volta: il ricorso viene notificato con la PEC, ciò che consente un rapido ed efficiente corso della giustizia tributaria, con la semplificazione degli adempimenti dei professionisti e la riduzione dei costi di gestione da parte dell’amministrazione finanziaria.

Ma non è ancora per oggi: il debutto della PEC nel processo tributario avverrà dal prossimo anno, il 2013. Se ne attendono benefici sia in termini temporali, che in termini di costi, con un risparmio stimato di circa 5 milioni di euro di spese postali. Non resta altro che attendere l’avvento del nuovo processo tributario telematico per constatare con mano i veri risparmi per i contribuenti che fanno valere in giudizio le proprie ragioni di fronte al fisco.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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