Lunedì, 28 Gennaio 2013 21:21

ricorso ad una multa: sempre meno conveniente

Lo scopo è quello di ridurre i contenziosi. Insomma, indurre il cittadino a non far più ricorso contro le multe. I mezzi sono i soliti: aumentano i costi per attivare i ricorsi e diminuiscono le probabilità di avere un rimborso completo delle spese sostenute in caso il ricorso fosse vinto. Insomma, come se lo Stato ci dicesse "zitto e paga". Ancora una volta, pur di far cassa lo Stato fa razzia dei diritti del cittadino.

E' chiaro che il legislatore vuole ridurre i contenziosi relativi alle violazioni al codice della strada, soprattutto quelli presentati al giudice di pace. Quindi, è intervenuto nel corso di questi ultimi due anni, sfruttando tutti i fattori che, immersi nella burocrazia italiana, remano contro il cittadino che, ricevuta una multa stradale, voglia contestarla. Essenzialmente il tempo, le spese da sostenere e la probabilità di vedersi riconoscere la ragione.

Si comincia con l'aumento dell'importo delle multe, ma non solo: in tema di ricorso per la multa dinanzi al giudice di pace, un altro aumento è quello del contributo unificato, il costo che deve essere versato quando si avvia una causa. Si è partiti dai 38 euro, ed oggi siamo a 45 euro, per cause del valore fino a 1000 euro - la maggioranza delle controversie in tema di violazioni al codice della strada.

Certo, solitamente chi vince la causa si vedrà rimborsare le spese processuali e quindi anche il contributo unificato versato per avviare il ricorso contro la multa stradale. Ma non dagli uffici giudiziari in tali casi, bensì dalla controparte del ricorso, quindi il comune che tramite l’agente di polizia municipale ha sanzionato la violazione al codice della strada. In finale, la restituzione del contributo versato è quantomai improbabile.

Ma non è solo una questione economica: certo il clima attuale di grande recessione economica blocca iniziative come i ricorsi, in cui prima di partire occorre anticipare parecchie spese. Ma il legislatore si è concentrato anche sul tempo fattore. Dal 6 ottobre 2011, data dell’entrata in vigore del decreto legislativo n. 190 del 2011, il termine di presentazione del ricorso multa stradale è stato ridotto dai 60 ai 30 giorni. Insomma, il cittadino ha meno tempo per farsi "una botta di conti" e valutare la convenienza o meno del ricorso. Oltretutto, spesso la multa viene vista o valorizzata dopo giorni dalla data della sanzione. Alla fine, spesso a causa di una vacanza, una svista o l'impossibilità fisica di procedere al ricorso, di fatto dopo appena un mese sfuma il diritto del cittadino di contestare la multa.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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