Sabato, 19 Marzo 2016 12:00

ricchi aumenti e regali di Pasqua per gli onorevoli

L'accusa parte ancora una volta dai 5 Stelle. Il Movimento punta il dito contro la bozza di deliberazione che ripristina il ricco bonus per i dirigenti. E parte l'accusa verso le "buone idee" del premier Renzi: “Vuole cambiare verso alzando gli stipendi dei funzionari di Camera e Senato”.

Sono già passati tre mesi dalla proroga del blocco delle indennità di funzione spettanti agli alti dirigenti della Camera, e dalla relativa polemica intorno ai privilegi della Casta degli onorevoli.

La polemica di oggi esplode invece con la denuncia di Riccardo Fraccaro, deputato del Movimento 5 Stelle (M5S) e segretario dell’ufficio di presidenza di Montecitorio, che accusa il presidente del Consiglio ed il relativo partito di "voler cambiare verso alzando gli stipendi dei funzionari del Parlamento e blindando questo aumento, che verrà agganciato alla disciplina costituzionale". Secondo il grillino, infatti, la bozza di deliberazione in tema di indennità e meccanismo di adeguamento retributivo, qualora venisse approvata, riporterebbe le indennità di funzione ai livelli del 2012. Per esempio, l'indennità di funzione del segretario generale della Camera dei deputati, che con la sforbiciata del 2013 fu ridotta a 662 euro al mese, tornerebbe a 2.200 euro.

Il costo stimato di tale ritorno agli antichi fasti sarebbe di circa 3 milioni e mezzo di euro. Insomma, insiste il grillino, "invece di tagliare i costi della politica il partito del segretario - premier vuole alimentare sprechi e privilegi".

Già, ma sapete cos'è l'indennità di funzione? E' una somma aggiuntiva in busta paga, quindi oltre i già abbondanti emolumenti previsti per gli onorevoli, che spetta ai quadri direttivi per compensarli dell'onere di svolgere incarichi di particolare complessità. Niente di reale: secondo Fraccaro, "con la proposta del partito di Renzi verrà elargita a pioggia calpestando la meritocrazia e favorendo le posizioni di vantaggio maturate sul piano dell’affiliazione politica. Il tutto gonfiando gli stipendi già dorati percepiti dai super - burocrati". Insomma, un premio per garantirsi i favori della Camera nelle tante richieste di fiducia del governo Renzi.

Ricorderete come la precedente "puntata" della discussione sulle indennità di funzione avveniva lo scorso dicembre, quando il comitato affari del personale della Camera, guidato dalla vice presidente PD Marina Sereni, ne prorogò il blocco mantenendo le indennità ferme ai livelli più bassi raggiunti con la sforbiciata del 2013. Ed era conseguente alle polemiche, guidate sempre dal M5S, che denunciavano il tentativo di ripristinare il ricco bonus ai livelli del 2012 nelle già pesanti buste paga dei burocrati della Camera. Come dire, il PD ci aveva già provato qualche mese fa.

Le cifre in gioco, avrete capito, sono importanti. Alla Camera dei deputati il segretario generale, che già gove di uno stipendio annuo superiore ai 300 mila euro, al 31 dicembre 2012 incassava altri 2.200 euro netti al mese di indennità di funzione, nel 2013 ridotti - l'abbiamo detto - ai 662 attualmente percepiti. Mentre ai vice segretari e al capo avvocatura al 2012 spettavano 1.450 euro di indennità, poi ridotti a 652. Ancora, Il consigliere capo servizio e il consigliere capo della segreteria del presidente al 2012 percepivano 1.197 euro di indennità, contro gli attuali 598. Il consigliere capo ufficio della segreteria generale era invece passato da 882 del 2012 a 485 euro attuali. Ed il consigliere capo ufficio o titolare di incarico di coordinamento equiparato dai 630 euro del 2012 oggi si "accontenta" di 378 euro mensili di indennità. Per finire, il coordinatore di unità operativa di V livello ed equiparati riceveva al 2012 441 euro, oggi "solo" 286 euro di indennità.

Quindi, per "armonizzare" il trattamento economico tra Palazzo Madama e Montecitorio, la bozza di deliberazione prevede che l’ammontare delle indennità di funzione per il personale iscritto nel ruolo unico dei dipendenti del Parlamento è fissato sul valore più basso tra quelli stabiliti al Senato e alla Camera alla data del 31 dicembre 2012. Che, abbiamo detto, erano comunque alti. E non basta: un emendamento promosso dalle organizzazioni sindacali interne prevede di calcolare le indennità di funzione sulla base della media dei valori stabiliti per i due rami del Parlamento sempre al 31 dicembre 2012, invece che sul valore più basso. Se l'emendamento fosse approvato, gli importi percepiti dagli alti burocrati sarebbero addirittura ben più alti.

Una bella sorpresa, un fantastico regalo di Pasqua per un esercito di burocrati. Un atto assolutamente dissennato che, per il segretario dell’Ufficio di presidenza, va evitato solo "fissando dei tetti perenni alle retribuzioni ed eliminando le varie indennità dei funzionari".

 

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it

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