Lunedì, 18 Maggio 2015 15:39

Restituire il maltolto alle pensioni: la posizione di Renzi

La notizia sta facendo il giro d'Italia, senza neanche la bicicletta: Renzi restituisce ai pensionati assegni dell'ordine di qualche centinaia di euro ai pensionati vittima della legge Fornero. Tutto vero? Vediamo in dettaglio.

Il problema del governo di Matteo Renzi è quello, affrontato in consiglio dei ministri odierno, che di studiare e varare un decreto per mettere una toppa al buco delle pensioni aperto dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha di fatto bocciato la riforma Fornero. Riforma che, sottolinea il premier, è stata varata quando lui era intento a studiare come tappare le buche delle strade di Firenze.

L'esecutivo ha confermato di voler seguire la strada della mediazione per chiudere la partita, visti i tempi a disposizione e la necessità di bilanciare una decisione da seguire con la carenza cronica di fondi necessari ad attuarla. "Il nostro governo avrebbe potuto discutere da mesi. Quello che diamo ai nostri concittadini pensionati, lo togliamo a qualcun altro. Se dovessimo azzerare del tutto la norma bocciata dalla Consulta dovremmo restituire 18 miliardi di euro che andremmo a togliere a qualcos'altro: asili, infrastrutture".

E quindi ecco la soluzione salomonica, già anticipata domenica in diretta televisiva: "Il primo agosto 3,7 milioni di persone riceveranno il bonus chiamiamolo Poletti". In soldoni, è il caso di dirlo, la misura pensata da Renzi ed i suoi è quella di attingere al cosiddetto tesoretto di 2,180 miliardi di euro: si esclude quindi un'aliquota di 650 mila pensionati con assegno sopra i 3.200 euro lordi al mese. Che, detto così, vuol dire restituire il maltolto a chi ha la pensione bassa (molti) e non a chi ha la pensione più alta (pochi).

Continua Renzi: "Se prendi 1.700 euro di pensione lorda, il primo agosto avrai il bonus di 750 euro. Se ne prendi 2.200 avrai il bonus di 440 euro. Questa è una restituzione una tantum, che vale solo per il 2015. Dal 2016, poi, "chi guadagna 700 euro al mese avrà 180 euro all'anno, cioè 15 euro al mese di rivalutazione rispetto all'inflazione, mentre chi prende 2.200 euro avrà 99 euro in più all'anno. E per chi prende 2.700 euro di pensione la rivalutazione sarà di 60 euro all'anno, cioè 5 euro al mese".

Per quel che concerne le necessarie coperture, l'aumento del reddito da pensione introdotto dal prossimo anno attingerà ai flussi di cassa degli anni futuri, e sarà inserito nella normale programmazione economica. E qui interviene il ministro dell'economia, Pier Carlo Padoan, che parla di "un meccanismo di indicizzazione più generoso di quello utilizzato negli anni precedenti", addirittura, dice lui, a carattere permanente.

Ma parliamo degli esclusi: Padoan al riguardo ha ribadito che rimborsare tutti i 6 milioni di "danneggiati" dalla norma Fornero vorrebbe dire provocare il disastro: il deficit 2015 sarebbe salito al 3,6%” del PIL, il che "avrebbe comportato per l'Italia una procedura per deficit eccessivo verso l'Europa, la rimozione della clausola per le riforme e il mancato rispetto della regola del debito. E questo avrebbe comportato un ulteriore aggiustamento della finanza pubblica e invertito la tendenza economica nel Paese. Credo che nel dibattito non siano state colte le conseguenze complete di un'adozione delle misure implicite della sentenza. Nessuno perde niente. Il problema è chi ci guadagna e quanto". In altre parole, i ricchi pensionati non piangano per il maltolto non restituito.

Il consiglio dei ministri ha anche deciso di annullare, per quest'anno, la riqualificazione del montante contributivo. Decisione che cozza con la norma Fornero e va a favore dei pensionati: per effetto della crisi economica, gli assegni avrebbero dovuto essere abbassati di un coefficiente legato al PIL. Renzi spiega che gli assegni dovevano "Paradossalmente ridursi di qualche euro. Invece con questo intervento non decrementiamo le pensioni e nessuno perde un solo centesimo".

Non mancheranno, comunque, ulteriori futuri "aggiustamenti": "Le normative del passato sono intervenute in modo troppo rigido sulle pensioni", dice Renzi, che annuncia un prossimo intervento entro la legge di Stabilità, per lasciare maggiore flessibilità in uscita e lasciare margini a chi vuole andare in pensione prima rinunciando ovviamente a parte dell'assegno. Staremo a vedere.

 

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it

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