Sabato, 12 Marzo 2016 11:32

Renzi promette di togliere il bollo auto. sarà vero?

Eliminare il bollo auto, ecco la nuova promessa del governo Renzi. L'annuncio è dato in piena campagna elettorale per le amministrative. Oltretutto, le coperture pare non ci siano. E neanche il solito "tesoretto".

Il premier Renzi pensa di poter abolire il bollo auto, una delle (tante) tasse odiate dagli italiani. Certo un'ottima notizia per gli automobilisti italiani. Se fosse vera.

Si calcola che circa 50 milioni gli italiani pagano annualmente la tassa, che quindi non è più il balzello di circolazione come una volta ma di possesso del veicolo, indipendentemente dall'uso. Totale, 5,9 miliardi di euro all'anno, una cifra non indifferente per le entrate del Tesoro. Anche perché questi soldi sono destinato in parte anche alle regioni, per finanziare alcune spese della sanità.

Un po' di memoria: nel 2013, in piena campagna elettorale, l’ex premier Silvio Berlusconi promise anche lui l’abolizione del bollo auto, ma fu preso in giro proprio dal partito che oggi è al governo.

Anche perhé vi sono dubbi di natura "tecnica" e contabile. Tanto per cominciare, parte del gettito del bollo auto serve a finanziare la spesa sanitaria delle regioni, e quindi in caso di eliminazione del bollo auto chi e come le risarcisce?

Il governo risponde ipotizzando di devolvere alle regioni il "tesoretto" previsto dai risparmi ottenuti con il minore costo di emissione del debito. E ci credete? Un anno fa il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, annunciò con la presentazione del DEF l’esistenza di un tesoretto - da utilizzarsi per altri scopi - pari a 1,6 miliardi e ottenuto dal minore deficit atteso rispetto a quello concordato con Bruxelles. Peccato che non ci fosse alcun tesoro, grande o piccolo, in quanto l’Italia ha chiuso il 2015 con un deficit al 2,6%, esattamente quello concordato con i commissari europei.

Insomma, lo slogan è stato già confutato allora, e adesso ci riprovano pensando che gli italiani abbiano poca memoria. A tutti fa piacere vedere meno tasse, ma il governo Renzi vorrebbe utilizzare allo scopo coperture che non ci sono. Oltretutto, quando già siamo di fronte alla necessità di varare a metà anno una manovra correttiva dei conti pubblici che non tornano.

La conferma che i conti non sono a posto, o che non "abbiamo fatto i compiti" come dice Renzi, ce l’ha data indirettamente l’altro giorno Mario Draghi, governatore della BCE, che fornendo le nuove stime sul PIL e l’inflazione per il triennio in corso ha indicato:

- il taglio della crescita nell’Eurozona per il 2016 dello 0,3% all’1,4%

- l’inflazione è prevista per appena lo 0,1%, invece che l’1% finora stimato.

Tradotto, in Europa quest’anno ci sarà una crescita nominale dell’1,5% (somma del PIL reale e dell'inflazione), mantre in Italia la contabilità pubblica si basa sulla previsione di una crescita nominale del 2,4% (già diverso rispetto al 2,6% nel DEF di novembre).

Nel 2015, il nostro PIL era cresciuto dello 0,8%, appena la metà dell’intera unione monetaria. Certo, le distanze potrebbero ridursi, ma pur valutando che la nostra crescita resti un po’ più bassa di quella media nell’area e che l’inflazione realisticamente si attesti vicina allo zero percento, otterremmo che la crescita nominale del PIL sarebbe indicativamente dell’1,2-1,3%. CIoè, la metà di quella a suo tempo stimata: questa differenza si tradurrebbe nei conti pubblici in un buco di almeno 7-8 miliardi di euro.

E quindi, vogliamo ancora credere che i risparmi ottenibili dai minori interessi sul debito siano davvero tali da compensare il costo della manovra per correggere i conti pubblici e contemporaneamente per abolire il bollo auto? Ma per favore: neanche lontanamente. E poi, sentire il premier annunciare un nuovo tesoretto, quando abbiamo da poco ricevuto l'ennesimo "cartellino giallo" della Commissione Europea, è al tempo stesso fantasioso, ridicolo e offensivo per chi lo ascolta.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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