Sabato, 11 Aprile 2015 09:45

regione Campania: risultati non verificati ma dirigenti comunque premiati

Nel mondo normale, se fai il tuo dovere ti pagano lo stipendio. Se fai di più, ti premiano con incentivi. In regione Campania, invece, ti danno tutto e subito, indipendentemente dalla misura dei risultati eventualmente conseguiti. Perchè tanto, sono tutti dei campioni di produttività, inutile controllare.

I valenti giornalisti de "Ilfattoquotidiano.it" sono entrati in possesso di una circolare interna emessa dagli uffici della regione Campania, firmata dell'assessore alle risorse Umane Pasquale Sommese, che entenzia come segue.

"Atteso che a tutt'oggi l'Organismo di Valutazione non ha ancora completato il processo di valutazione dei risultati del personale dirigente, si invita a far predisporre gli atti necessari per il pagamento, in misura non inferiore al 70% dell'indennità in oggetto". In altre parole, anche se i risultati non sono ancora stati verificati (forse perché gli obiettivi non sono stati neanche fissati?), intanto cominciamo a pagare.

Pensate, addirittura la regione ha fornito una spiegazione per questa assurda situazione: "Nessun pagamento, si tratta solo di un anticipo, come da procedura standard. Il 70% (la quota più bassa delle tre fasce raggiungibili) viene corrisposto subito, il 30% in un secondo momento laddove il risultato venga conseguito. Se invece un dirigente non raggiunge il minimo, quella cifra gli viene trattenuta dalla busta paga".

Analizziamo questa affermazione. Se un dirigente raggiunge il livello minimo, cioè a malapena fa il suo minimo dovere, in un'azienda privata al massimo gli darebbero lo stipendio minimo, senza alcun incentivo o premio. Alla regione Campania, invece, gli danno circa tre quarti dell'indennità di premio massima, oltretutto anticipata in atesa di verificare tali mediocri risultati. Ancora, se addirittura non raggiunge manco i minimi livelli, ovverosia non fa manco il suo minimo dovere, in un'organizzazione privata lo licenzierebbero, mentre in regione Campania gli danno subito l'indennità di premio al settanta percento, poi, semmai verificassero tale scarso rendimento, gli abbasserebbero ulteriormente l'indennità di premio. Lo stipendio, ovviamente, guai a chi glielo tocca! E' un mondo molto, molto strano.

Manco a dirlo, indivinate in quanti casi finora si è verificata una valutazione negativa tale da comportare la restituzione dei soldi. "Praticamente mai", ammettono serenamente dalla regione. Secondo la loro interpretazione, "la retribuzione di risultato è un pezzo del contratto, l’eccezione è se non viene corrisposta. In quel caso il dirigente non perde solo soldi ma rischia di ricevere anche una sanzione disciplinare". Come dire, il premio gli spetta ed è parte dello stipendio, se non arriva vuol dire che il dipendente è da sanzionare. Evento a probabilità praticamente nulla: per definizione, il dirigente è un genio di produttività. Altrimenti, qualcuno potrebbe chiedersi con quali attributi è stato assunto a suo tempo.

Oltretutto, magari sarebbe tutto più chiaro se gli atti di valutazione fossero pubblici. Peccato che, come spiegato negli scorsi mesi dalla regione, nel 2012 non era ancora in vigore la legge sulla trasparenza che impone agli enti pubblici la rendicontazione. E non è neanche vero: un recente pronunciamento del TAR ha stabilito che gli obblighi di trasparenza previsti dal decreto 33/2013 sono validi anche per atti anteriori a quella data. La regione, però, fa lo gnorri: "La sentenza non introduce alcun nuovo principio, la pubblicazione riguarda atti precedenti che dispiegano ancora i propri effetti. E non è questo il caso, visto che quei bonus ormai sono stati erogati". Ma come, non era un anticipo alla fiducia, eventualmente da rettificare in un secondo momento con trattenute sullo stipendio?

 

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it

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