Lunedì, 14 Gennaio 2013 19:56

raccomandati: all'estero una risorsa che le aziende sfruttano

I raccomandati all'estero sono una risorsa: chi propone e fa entrare nell'azienda in cui lavora un collega capace e valido, viene a sua volta premiato in quanto - evidentemente - anche l'azienda ne trae beneficio. Ma in Italia il raccomandato è ancora il Trota, il "figlio di", l'inetto che però entra prima e meglio del bravissimo sconosciuto.

Il termine 'raccomandati', in Italia, ha un'accezione sempre negativa. Sono i furbetti, gli "amici di" o "partenti di" che tagliano ogni regola ed iter tradizionale meritocratico e conquistano posizioni di diritto spettanti ad altri. Ingiustamente, immeritatamente. Sono ben noti in tutti i settori dell’economia italiana, sia nel pubblico che nel privato. E le raccomandazioni sono statisticamente una delle maggiori cause di frustrazione tra i giovani disoccupati nel nostro Paese, soprattutto tra i laureati.

Ma non è così all'estero o in ambienti internazionali. Per questi, a dispetto dell'ottica italiana, i 'raccomandati' sono o possono essere una risorsa importante. Ma attenzione: non parliamo della raccomandazione così come intesa secondo l'accezione italiana. Gli 'employee referral programs' prevedono un sistema di incentivi e bonus ai dipendenti che propongono amici o conoscenti che soddisfano i requisiti richiesti per le posizioni vacanti in azienda. Come, ad esempio, per Google, Imb, Symantec o Xerox: in questo modo la selezione del personale diventa più diretta e permette all'azienda di risparmiare costi e tempo. Già, perché in pratica il raccomandante svolge una funzione di "talent scout", mandando all'azienda personale qualificato: il raccomandato appunto. Il quale deve comunque essere sottoposto ad un regolare colloquio e non ha il posto assicurato, ma deve dimostrare di meritarlo.

Altro che il Trota: le aziende con questo sistema ottengono l’assunzione di persone che già vantano conoscenze tra il personale già assunto in azienda, e ciò permette anche di assicurare un'atmosfera più rilassata durante l'orario d’ufficio e per agevolare l'inserimento sul posto di lavoro.

E non finisce qui, dato che la raccomandazione si può tradurre in un beneficio per l'azienda, il dipendente che raccomanda un conoscente può ottenere premi in denaro oppure bonus in viaggi o dispositivi tecnologici ad esempio. Nella maggior parte dei casi però il bonus viene riconosciuto solo in caso di assunzione del candidato. 

Insomma, mentre in Italia vengono aiutati i personaggi che non meritano il posto di lavoro, e che non sarebbero riusciti a conquistarlo stando alle regole di mercato, all'estero invece chi raccomanda risparmia all'azienda l'onere di cercare personale qualificato, che comunque entrerà in azienda sempre dalla porta d'ingresso - colloquio e verifica delle capacità professionali - e mai dall'ingresso di servizio.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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