Mercoledì, 09 Agosto 2017 13:22

quotazioni dell'oro stabili. ma tutti i segnali spingano al rialzo

Tra le (tante) minacce di guerra di USA e Corea del Nord, gli analisti tipicamente vorrebbero leggerci i segnali di un rapido rialzo del prezzo dell'oro. Almeno, ci sono tutti i segnali perché il metallo prezioso per eccellenza alzi le proprie quotazioni. Invece, le variazioni sono deludenti. Scopriamo meglio che succede.

Abbiamo parlato di oro come asset redditizio in questo articolo.

Sì, è vero, un po' l'oro è risalito: oggi la quotazione riporta circa 1.270 dollari l’oncia. ma non è nulla di speciale: le variazioni del metallo giallo sono a dir poco noiose: ha guadagnato appena il 3,5 percento negli ultimi tre mesi, nulla di correlato al deprezzamento del dollaro USA - circa il 6 percento. Una volta avrebbero detto con certezza granitica che oro e dollaro sono inversamente correlati - sale il primo, scende il secondo, proprio in quanto, come per altre commodities, la quotazione dell'oro è in dollari USA - e quindi se il dollaro perde sensibilmente terreno l'oro dovrebbe salire con paragonabile intensità.

Un altro fattore che ci saremmo aspettati stimolasse la crescita dlela quotazione dell'oro è dato dai venti di guerra tra USA e Corea del Nord: a turno Donald Trump e Kim Jong - Un minacciano un intervento armato contro l'odiata Nazione o suoi alleati, scatenando di conseguenza forti tensioni geo-politiche nell'area che tipicamente inducono gli investitori a rivolgere la domanda verso beni di rifugio come, tipicamente, l'oro.

Ancora, proprio venerdì scorso c'è stata la pubblicazione dei dati sull'occupazione negli USA di luglio: un visibile miglioramento dell’economia americana e, come conseguenza, un atteso rialzo dei tassi degli States entro fine anno. Ossia, anche qui la teoria dice che, quando l’economia migliora, i tassi conseguentemente aumentano proprio per contrastare l’accelerazione dell’inflazione, secondo la 'classica' sequenza causale di crescita economica, quindi inflazione, quindi aumento dei tassi. Ebbene, giusto prima che le banche centrali comincino ad alzare i tassi in risposta all'accelerazione dell'inflazione, i prezzi dell’oro tipicamente aumentano, proprio ad indicare che gli investitori in maggior misura vogliono proteggersi attraverso acquisto del bene di rifugio contro il rischio di perdita di potere d’acquisto della moneta.

Bellissima teoria, ma non è quello che sta succedendo: è vero che il PIL accelera negli USA, come in Europa ed in Giappone, ma non avviene (ancora) il conseguente aumento dell'inflazione. Gli analisti chiamano il fenomeno 'Goldilocks principle": senza entrare in dettaglio, in economia vuol dire crescita senza inflazione.

Intanto, Federal Reserve continua ad alzare i tassi negli USA, mentre la BCE e la Bank of England tentano di seguire ponendo auspicabilemente fine alla interminabile fase di accomodamento monetario suscitato anche con le ben note misure non convenzionali. In finale, l’oro si trova oggi a dovere scontare tassi più alti, ossia rendimenti maggiori per i titoli obbligazionari - asset concorrenti. Ancora, Non solo: il quadro economico globale è in miglioramento, e ciò evidentemente riduce la percezione dei rischi per gli investitori, e quindi sfuma la necessità di ricorrere al bene rifugio.

E' vero, nel 2017 il prezzo dell'oro è cresciuto del 10 percento, ma è pur vero che era partito da un livello eccezionalmente basso - corrispondente ai timori per le politiche pro - crescita annunciate dal neo presidente Trump. Tant'è che a breve dovremmo vedere come l'amministrazione USA riesce ad influenzare la quotazione dell'oro, visto che nelle prossime settimane giungeranno al pettine i nodi della intensa, promessa agenda economica di Trump. E allora, un eventuale 'fail' farebbe indebolire immediatamente il dollaro e, sempre secondo i sacri testi, dovrebbe sostenere la crescita delle quotazioni dell'oro e le altre commodities scambiate con tale moneta - come il petrolio, a parità di produzione media nel tempo.

Al contrario, se la posizione della Casa Bianca si rafforzasse e le promesse apparissero almeno in parte realizzate, salirebbe il dollaro e inesorabilmente l'oro tornerebbe a soffrire. Sempre secondo teoria.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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