Mercoledì, 11 Gennaio 2017 16:28

quale è la spesa per una badante?

Esaminiamo neanche troppo in dettaglio gli oneri legati all'assunzione di una badante, per se stessi o per un proprio caro. E vediamo anche di puntualizzare cosa evitare di fare per non avere spiacevoli sorprese.

Vi siete mai chiesti quanto costa davvero mantenere una badante? Ecco, meglio farsi due conti visto che l'eta media della popolazione avanza e quindi con essa l'attualità del quesito.

Innanzitutto, è bene fare una distinzione sul tipo di regime di assunzione della badante: convivente, non convivente e ad ore.

Incominciamo con la tipologia più ricorrente: la badante convivente. Ebbene, mediamente costa intorno alle 1.300 euro al mese. Di questi, una parte finisce in tasca della persona - lo stipendio, di circa 960 euro al mese - ed il resto si divide tra contributi INPS ed INAIL, che ammontano a circa 180 euro, ed il rateo per le ferie pagate, intorno a 80 euro. E non dimentichiamo il rateo della tredicesima pagata, anch'essa intorno agli 80 euro.

Ma la spesa per la famiglia non finisce qui: oltre al costo mese per mese occorre considerare che la badante matura, come ogni lavoratore dipendente, un Trattamento di Fine Rapporto indicativamente pari ad una mensilità all’anno. Consideriamo quindi almeno 900 euro all'anno, moltiplicati per tutta la durata del rapporto di lavoro.

E non è finita ancora: consideriamo anche i costi indiretti del fatto di avere la badante in casa: come minimo occupa una camera, consuma le utenze di casa.ed ovviamente mangia. Il tutto a spese nostre. E non consideriamo, solo perché non facilmente monetizzabili, i costi psicologici legati all'impatto di avere una persona in più a casa, in fin dei conti una estranea.

E veniamo a considerare una badante non convivente. I conti sono semplici, visto che un tal genere di badante matura costi diretti all’incirca dello stesso ordine di una badante convivente, rapportate però a 30 ore lavorative settimanali (o frazioni di esse, nel caso di badante a ore). Ovviamente, nel calcolo della retribuzione della badante non dobbiamo includere alcun compenso per vitto e alloggio offerti, ed è questo principalmente la differenza (e il risparmio, se volete) rispetto al caso precedente. A conti fatti, se la persona anziana assistita dalla badante è tutto sommato autosufficiente e non ha bisogno di averla sempre in casa ma solo per 30 ore alla settimana, il costo della badante si abbassa di circa 130 euro.

Parliamo ora di contratto, riprendendo il caso di badante convivente. Ipotizzando di assumerla secondo il contratto standard (CCNL) per 54 ore settimanali, il costo alla famiglia è di circa 15.000 euro compreso - ovviamente - vitto e alloggio. Questa è la soluzione più adottata e di fatto quella più comoda per le famiglie e, al tempo stesso, più corretta anche verso la badante: il contratto collettivo è infatti la forma più adatta e favorevole per la famiglia e fissa dei minimi che tutelano sia il datore di lavoro che il lavoratore. Oltretutto, l’ammontare dei contributi è fissato in modo assolutamente forfettario. In finale, assumere oggi una badante con il CCNL è la soluzione ritenuta più idonea ed economica.

Prima di concludere vale la pena ricordare le azioni da non compiere per regolarizzare una badante. Purtroppo in molti agiscono in questi modi, di fatto esponendosi a controlli e sanzioni da parte dello Stato, per gli aspetti fiscali in particolare.

Ecco quindi l'elenco non esaustivo di cosa non fare per mettere (male) in regola una badante:

- assumere la badante per un numero di ore inferiori a quante effettivamente lavorate

- utilizzare un contratto a progetto (che è vietato per tale situazione)

- reclutare la badante come professionista, ossia facendole aprire una partita IVA

- assumere la badante attraverso un'azienda con il CCNL per lavoro domestico.

In tutti questi casi, oltretutto, la legge italiana tutela il lavoratore, che per tali situazioni viene visto come la parte debole. Pertanto, questi comportamenti illeciti causano, ogni volta che vengono individuati dallo Stato o sollevati da cause civili iniziate dal lavoratore, contenziosi che terminano con sonori esborsi di denaro da parte del datore di lavoro, il quale evidentemente non ha rispettato i modi di assunzione canonici con il CCNL per COLF e badanti. Come prima misura sanzionatoria, ad esempio, il rapporto di lavoro cessa, si paga tutto il dovuto - secondo il CCNL, non secondo il contratto illecito - ovviamente con interessi e penali.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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