Martedì, 12 Maggio 2015 12:11

primario "fannullone" licenziato e condannato. qualcosa è cambiato?

Per arrivare al risultato che leggete nel titolo ci sono voluti sei anni, ma alla fine la condanna è arrivata: 16 mesi di carcere più il risarcimento del danno e il licenziamento disciplinare a Giorgio Barzoi, primario del reparto di anestesia del Fatebenefratelli. Faceva timbrare il cartellino da una collega, condannata anche lei a 8 mesi, oppure "autocertificava" falsamente la presenza.

In Parlamento è già in discussione una nuova riforma della pubblica amministrazione, a firma di Marianna Madia, che aggiorna la legge Brunetta, passata alle cronache come "norma anti fannulloni". Intanto, però, è stata applicata in questo caso e per la prima volta. Col risultato, incredibile in Italia, del licenziamento e condanna a 16 mese di carcere per l'ex primario di anestesia e rianimazione dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano, tale Giorgio Barzoi. Oltretutto, il dottor "fannullone" dovrà anche risarcire 30mila euro alla struttura.

Questa la decisione pronunciata lunedì dal gup di Milano Paolo Guidi. Perchè le evidenze non lasciano spazio ai dubbi: Barzoi era abituato a timbrare il cartellino e poi andarsene. Oppure presentare autocertificazioni che attestavano la sua presenza in reparto mentre, invece, si trovava da tutt'altra parte.

Già l'anno scorso le indagini di polizia e carabinieri, coordinate dal pm Paolo Filippini, avevano verificato ben 145 giorni di assenteismo, di cui più di due mesi erano stati "coperti" da un complice, la collega Roberta Tuveri, la quale proprio per questo è stata anch'ella condannata a 8 mesi di carcere. Tolti quindi i giorni in cui copriva la complice, per gli altri 66 giorni lo stesso primario falsamente autocertificava la propria presenza.

Ma le assenze erano evidenti al personale ed ospiti della struttura, e quindi sono scattate le proteste e la rivolta soprattutto di colleghi e infermieri, con tanto di gruppo Facebook "Lavoratori onesti del Fatebenefratelli". Per questo Barzoi, chiamato al Fatebenefratelli nel 2011 dal direttore generale Giovanni Michiara, aveva a suo tempo dato le dimissioni dall'incarico di direttore del dipartimento dell'emergenza-urgenza affidatogli nel luglio 2013. In finale, sia l’ex primario sia la collega "complice" hanno scelto di essere processati con rito abbreviato, in evidente ammissione di colpa ma desiderosi di ottenere lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna.

Addirittura, Barzoi si è giustificato affermando che i primari non sono soggetti a obblighi di orario, almeno secondo lui, e quindi che "Il rendimento di un medico non si può giudicare da quante volte timbra il cartellino". Ovviamente, secondo lui i risultati nella sua carriera sono stati sempre ottimi, quindi di fronte a tale eccellenza a che serve timbrare il cartellino?

Qualcuno però ha evidentemente dato retta a questa tesi, visto che il primario è stato assolto quantomeno dall'accusa di truffa ai danni dell'azienda ospedaliera, imputazione quindi modificata in "falsa attestazione o certificazione della presenza in servizio". Proprio il reato introdotto dalla riforma Brunetta sulla pubblica amministrazione, punito con uno-cinque anni di reclusione, il risarcimento del danno pari allo stipendio illecitamente percepito e il licenziamento disciplinare. Era ora che qualcuno la applicasse.

 

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it

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