Mercoledì, 03 Giugno 2015 12:48

presentare ricorso dopo aver pagato la multa in misura ridotta, si può?

E' possibile fare ricorso ad una multa anche dopo averla pagata in misura ridotta? In linea di massima no, ma ci sono eccezioni importanti da tenere a mente. Vediamo quali.

Ecco la domanda da un milione di dollari: si può fare ricorso ad una multa dopo averne già effettuato il pagamento in misura ridotta? Si sa che, per favorire il recupero delle sanzioni pecuniarie per violazioni del codice della strada, la legge consente agli automobilisti multati di versare la somma dovuta entro cinque giorni dal ricevimento del verbale, beneficiando di un sostanzioso "sconto" sulla stessa.

Nel contempo, però, uno dei requisiti per fare ricorso ad un verbale al Giudice di Pace, entro 30 giorni di tempo, o dinanzi al Prefetto, in questo caso entro 60 giorni, è proprio che non sia già avvenuto il pagamento in misura ridotta della sanzione pecuniaria.

Ma allora, si deduce che i due scenari sono inconciliabili?

Vediamo di capirlo, analizzando il razionale della previsione della sanzione ridotta: l'ottica del legislatore è al contempo quella di velocizzare i tempi del rientro delle sanzioni e quello di ridurre il carico di lavoro nei tribunali. Ecco che l'obiettivo del legislatore è allineato alla palese di scoraggiare il ricorso, offrendo al multato di saldare la sanzione in misura ridotta

Ma ci sono (sempre) i casi particolari.

Ad esempio, l'automobilista multato mettiamo che non sia il proprietario del veicolo. In tal caso, se il proprietario accetta la via del pagamento in misura ridotta, e quindi salda, il conducente del veicolo si trova di fatto nell'impossibilità di potersi difendere ricorrendo avverso la multa e quindi cercando di l'applicazione di ulteriori sanzioni a suo personale carico, come la decurtazione dei punti della patente. In finale, in questo caso il multato - il conducente - perde il diritto alla sua difesa?

E' chiaramente una situazione particolare ma non rarissima e soprattutto palesemente iniqua. Tanto da non essere sfuggita alla Corte Costituzionale, che ha di fatto stabilito come, qualora il proprietario del veicolo provveda tempestivamente al pagamento in misura ridotta, il conducente - autore materiale dell'infrazione ha ancora la possibilità di avanzare ricorso di fronte al giudice di pace o al prefetto.

E pertanto, in caso di accoglimento del ricorso, la sanzione non sarà annullata - visto che è stata pagata - ma decadranno gli effetti personali verso cui il conducente ha presentato per l'appunto ricorso. Nulla da eccepire, si direbbe: il ragionamento salva la legge in vigore quanto l'interessato.

Ancora, lo stesso razionale vale - in un'interpretazione diremmo più "estensiva" della norma - anche a parti invertite, ossia anche quando il conducente coobbligato, insieme al proprietario, a pagare può avere interesse a fare ricorso alla multa. Ad esempio per evitare l'aumento del premio assicurativo.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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