Venerdì, 23 Giugno 2017 12:00

la prescrizione per i controlli sui redditi dichiarati

Entro quanto tempo possono intervenire i controlli alle dichiarazioni dei redditi, ad esempio con il modello Unico? Le norme sono cambiate dal 2016, quindi è bene ripassarle attentamente per non avere sorprese.

Dopo questo articolo, parliamo ancora di Agenzia delle Entrate e di come evitare ingiuste misure amministrative.

In base ai meccanismi di funzionamento del redditometro - nuova versione, peraltro - cambiano anche i termini previsti per gli eventuali accertamenti a quanto dichiarato nelle varie forme di dichiarazione dei redditi - modello 730, Unico e via dicendo - e quindi, in finale, il termine ultimo per cui l'Agenzia delle Entrate può inviarci la comunicazione di verifica dei dati comunicati e richiesta di elementi giustificativi.

Segnaliamo intanto il riferimento legislativo: è la legge di stabilità 2016, cioè la legge 208/2015.

Facciamo, infatti, attenzione quando riceviamo l'eventuale lettera dell'agenzia: l'anno contributivo cui si riferisce, in altre parole l'anno in cui il software del redditometro ha trovato stranezze o incongruenze tra quanto risulta da altre fonti e quanto dichiarato dal contribuente - che so, spese folli in relazione al solo reddito di pensione sociale - deve essere evidentemente non troppo indietro nel tempo, pena la nullità dell'atto.

Ecco il primo dato: in linea generale, la notifica dell'atto di accertamento deve avvenire entro il termine ordinario del 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione relativa all'anno di imposta indicato. Non fate conti per ora: alla fine facciamo qualche esempio chiarificatore su tali scadenze nei vari casi che ora andremo ad esplorare.

Prima però, chiariamo come comportarsi se riceviamo un atto di fatto prescritto, cioè riferito ad un'annualità precedente rispetto a quanto appena detto. Due sono le strade: contattare un dottore commercialista per presentare un'istanza di autotutela, con la quale farsi velocemente sgravare l'atto in questione. Oppure, valutare se presentare un ricorso in commissione tributaria: lo vincerete sicuramente, in quanto l'atto è annullabile per prescrizione dei termini di accertamento in vigore.

Arriviamo allora alla tabella esemplificativa: noterete che ci sono scadenze ordinarie, riferite all'anno contributivo e quindi a quello di presentazione della dichiarazione dei redditi; accanto, i termini raddoppiano in presenza dei reati tributari di cui al D.Lgs. 74/2000- per i quali il legislatore prevede appunto termini di accertamento più estesi - e si estendono ulteriormente in caso di dichiarazione fiscale omessa o nulla.

ANNO DI IMPOSTA: 2016

TERMINE DI PRESENTAZIONE DELLA DICHIARAZIONE (es. UNICO): 30/09/2017
TERMINE PER GLI ACCERTAMENTI DA PARTE DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE
- ORDINARI: 31/12/2021
- STRAORDINARI (SE DICHARAZIONE OMESSA O NULLA): 31/12/2022
- ORDINARI CON REATI TRIBUTARI: 31/12/2025
- STRAORDINARI CON REATI TRIBUTARI: 31/12/2027

Tutto chiaro quindi? Se siete interessati ad una diversa annualità il calcolo è semplicissimo: basta scalare le date del numero di anni di interesse ed il gioco è fatto.

 

FONTE: http://www.tasse-fisco.com

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