Martedì, 31 Luglio 2012 22:35

poveri parlamentari, poche ferie e stipendi miseri!

Ultimamente quando un parlamentare parla al popolo, magari attraverso stampa o televisione, è sempre più evidente un suo distacco dalla realtà. Stavolta è stato intervistato l'Onorevole Mario Pepe, del Gruppo Misto, secondo il quale in Parlamento si guadagna come un impiegato e si fanno poche ferie. Insomma, secondo lui è meglio cambiar mestiere. Avrà ragione?

30 luglio 2012. La Repubblica, testata che non ha bisogno di presentazioni, intervista Mario Pepe (quello a sinistra nella foto), prima parlamentare del Popolo della Libertà poi passato al Gruppo Misto. Si parla, ormai un tormentone, delle favolose indennità parlamentari e relativi privilegi.

Mario Pepe: "Ormai le ferie non esistono più. E forse è giusto così. Io per esempio quest'anno rimarrò a Roma, farò weekend lunghi, al massimo. Ma resto qui, non ho prenotato nulla". 

La Repubblica: "Certo, Onorevole Mario Pepe, sono finiti i tempi d'oro in cui la Camera era seconda solo alla scuola come durata delle vacanze".

MP: "Già, ma mica sono finiti solo quelli. Sono finiti anche i tempi dei privilegi. Alla faccia di chi dice che i parlamentari guadagnano troppo. Ormai i deputati guadagnano come gli impiegati". 

LR: "Beh, Onorevole, ma lei li conosce gli stipendi degli impiegati?

MP: "Ok, magari proprio come un impiegato no, ma ci andiamo vicino. Noi prendiamo 4mila, 4mila e 4mila. Per indennità, spese di diaria e rapporti col collegio che ormai sono i soldi per gli assistenti. E se non risulta che li paghi gli assistenti o che li utilizzi, quei soldi non si prendono. Per di più ci sono 300 euro di penalizzazione per ogni volta che non si va in aula e 100 euro per chi non partecipa alle sedute della commissione di cui fa parte. Insomma, gli assenteisti vengono penalizzati".

LR: "Un massacro..."

MP: "Se poi si calcola che ci sono le spese per la vita a Roma (che non costa certo poco) non resta molto. Chi pensa di fare politica per fare i soldi, è meglio che valuti altre professioni."

 

FONTE: http://www.repubblica.it/

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