Venerdì, 12 Ottobre 2012 14:00

povera Fornero: abita in una "misera" villa dell'Arma

Qualche tempo addietro, era febbraio scorso, senza darle troppa importanza passò la notizia che il ministro Elsa Fonero abitasse in una caserma dei Carabinieri. Qualcuno ha fatto ricerche: se vi aspettate una misera dimora o al massimo l'appartamento del Maresciallo Rocca... beh, vi sbagliate!

Concita de Gregorio, già Direttore de L'Unità, durante un'intervista domandò - fuori onda - al ministro  "dove abita, a Roma?". Ed il ministro rispose "nella foresteria della caserma dei Carabinieri".

L'immagine che viene in mente è sicuramente di un alloggio modesto, quindi in linea con il programma di austerità e tagli alla spesa pubblica proclamato da lei come da tutto il governo tecnico. Ma la realtà è diversa, molto diversa dalla timida dichiarazione del ministro.

In realtà, quella che il ministro chiama riduttivamente una "foresteria della caserma", è una residenza storica dell'Arma dei Carabinieri, situata proprio di fronte il Comando Generale, in viale Romania. Casale Renzi, questo il suo nome, ha interni extralusso ed è immersa in un curatissimo parco nel cuore dei Parioli, con la ricettività di - appena - 11 camere con 17 posti letto per i pochi privilegiati che vi hanno accesso. Un carabiniere che veste i panni di portiere è incaricato di consegnare le chiavi alla Fornero e ad altri altissimi papaveri che vi alloggiano. Come - dicono i più informati - Sandro Bondi, l'ex ministro dei Beni e Attività Culturali del PdL, o un giudice della Corte dei Conti.

Eppure il Casale dovrebbe essere, da statuto, un "organismo di protezione sociale" destinato a carabinieri in difficoltà che magari hanno l'esigenza di soggiornare a Roma per assistere un congiunto o per altre finalità assistenziali. Invece, chissà come, è assolutamente off limits alla "bassa forza", costretta a ripiegare su altre sistemazioni semmai ce ne fossero.

E' poi incredibile come - secondo gli organismi di rappresentanza dell'Arma - la Fornero "ospite" non ricambi affatto l'ospitalità. Magari concedendo udienza ai membri del COCER, che da mesi mendicano un incontro con lei che, invece, si ostina a rifiutare, preferendo gli incontri collegiali dove peraltro si limita ad una sterile enunciazione delle azioni del governo, di fatto impassibile ai bisogni di chi sta per strada a garantire l'ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini.

In fin dei conti, forse la Fornero avrebbe fatto bene a scegliere qualcosa di più sobrio ed evidentemente non sul groppone dello Stato. Così invece sembra poco in linea con la feroce spending review che lei e il governo di cui fa parte stanno applicando al futuro del personale in uniforme, nonché al resto d'Italia.

 

 

FONTE: http://www.grnet.it

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