Lunedì, 29 Giugno 2015 13:52

pignoramento dello stipendio e della pensione: le novità

Si parla di prelievo forzoso - leggasi pignoramento - sul conto corrente, anche in caso di pensione o stipendio. Ecco tutte le novità al riguardo per creditore e debitore.

Chiariamo subito: la riforma del processo civile è tuttora al vaglio del Governo, quindi parliamo di ciò che è oggi sul tavolo e prevediamo sarà approvato.

La norma in discussione include nuovi limiti per il prelievo forzoso sul conto presso terzi, che a tutti gli effetti traduciamo come pignoramento di pensione e stipendio. A prima vista, quando sul tavolo sembra voler cercare un compromesso tra l'esigenza dei creditori di vedere risarcito il debito e quella dei debitori di vedersi garantito un importo minimo per la sopravvivenza dignitosa.

Il decreto in questione autorizza i creditori a richiedere alle banche in cui i debitori hanno il conto l'accesso alla banca dati informatica, utile per la verifica sulla lista dei beni pignorabili. Sulla carta, in effetti, questo potere era già stato introdotto lo scorso anno ma, mancando la relativa normativa di attuazione, non erano mancate azioni legali per bloccare l'utilizzo di tale strumento. Che ora, invece, diventa a tutti gli effetti attuabile anche da creditori privati e non solo EQUITALIA.

Il punto a favore dei debitori è il riconoscimento dei limiti al prelievo del quinto dello stipendio o della pensione. In dettaglio, per la pensione è stato stabilito che sul conto va mantenuta quella minima al sostentamento dignitoso, corrispondente all'assegno sociale mensile più la metà. Intuitivamente, possiamo assumere che la pensione che non raggiunge questa soglia non può essere pignorata.

Altri aspetti a favore del debitore:

- se l'accredito in banca è occorso prima del pignoramento, le somme possono essere pignorate per l'importo che eccede il triplo dell’assegno sociale

- diversamente, se l'accredito in banca è contemporaneo o posteriore al pignoramento, le predette somme possono essere pignorate entro i limiti predetti e, in ogni caso, mai oltre il quinto.

Conviene insistere sul concetto: per quanto già detto, i limiti al pignoramento valgono per tutti i creditori, pubblici o privati, e non sono per la famigerata" agenzia EQUITALIA. Per la quale, in particolare, vale quanto segue::

- se lo stipendio o la pensione sono inferiori a 2.500 euro, l'importo massimo pignorabile è di un decimo;

- se sono compresi tra 2.501 e 5.000 euro, la quota pignorabile è pari ad un settimo;

- se sono da 5.001 euro in su, il pignoramento può essere eseguito entro i limiti sopra previsti per tutti i creditori.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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