Giovedì, 06 Giugno 2013 17:16

pianisti al Senato: M5S denuncia, Grasso proibisce le riprese

In Senato si riaccende un'antica polemica, legata alla presenza ed azione dei cosiddetti "pianisti", fautori di voti anche per gli assenti. Ance stavolta, un video pubblicato in rete smaschera il pianista di turno. E cosa fa il presidente del Senato? Vieta le riprese e conferma la validità della votazione.

La polemica era iniziata ieri, quando il Movimento 5 Stelle aveva mandato in rete un video in cui si mostrava un "pianista al lavoro", stavolta il senatore Lucio Malan. Beninteso, non è né il primo né l'ultimo: altro illustre predecessori è stato, Roberto Formigoni - su questa pagina di YouTube c'è ancora il video.

Definizione di pianista: persona - senatore in questo caso - che vota a due mani, una per sé e l'altra per il collega accanto, evidentemente assente in quel momento. Beneficio: permettere al collega assente di incassare il gettone di presenza al Senato, dell'ordine di 200 euro, sempre ammesso che il voto fatto in sua vece rispecchi le sue vere intenzioni.

Tutto chiaro? Bene, perchè secondo il presidente del Senato, Pietro Grasso, il voto di Lucio Malan è stato regolare, come lui stesso ha avuto modo di accertare e dichiarare. Quindi, deplora e vieta le riprese in Senato in quanto lesive all'ambiente di lavoro ed agli onorevoli lavoratori. Come si legge in una nota del Senato, è gravemente lesivo attribuire il termine "pianista" a chi ha svolto correttamente la sua funzione. Addirittura, Malan protesta in aula e denuncia insulti sulla rete grillina - dove era stato pubblicato il video che lo accusava - annunciando che per protesta non voterà più.

I fatti, battuta dopo battuta. La bagarre con reciproci scambi di accuse tra i banchi scoppia quando Lucio Malan si lamenta che i grillini non hanno rimosso il video "incriminato" dal profilo Facebook del loro movimento, e per questo sbotta: "ho chiesto di essere messo in congedo e non potrò votare fino a quando un organo di questo Parlamento può permettersi di dire che i voti al Senato sono irregolari". Mentre la Mussolini rincalza a spada tratta la dose: "sui siti dei grillini ci sono video fatti in aula e la pubblicità collegata coi siti va nelle tasche di Grillo e Casaleggio. Loro si fanno i soldi sulla nostra pelle". Maurizio Santangelo, senatore di M5S, a quel punto replica che non accetta "lezioni di comportamento da nessuno, quando si vota si sta seduti. M5S non percepisce nessun contributo da nessuno, è una falsità".

Il presidente del Senato, Pietro Grasso, accoglie la protesta di Malan e invita "gli autori del documento che viene riprodotto sul web a eliminare questa evidente, e uso di eufemismo, anomalia". Addirittura ci mette il PD, con Luigi Zanda che si lamenta: "stiamo discutendo un provvedimento importante e nessun gruppo può monopolizzare i lavori del Senato sottraendo tempo. Questo è un fatto molto grave che mortifica il Senato".

Ciliegina sulla torta, Carlo Giovanardi del PDL che dice la sua: "Non è un asilo infantile, ed è possibile che uno si allontani dal proprio posto e chieda a un collega di votare. Chi solleva questo problema lo fa in modo strumentale".

Ognuno tragga le sue conclusioni: certo è che, come detto, il pianista è un mestiere remunerato (il gettone di presenza al Senato, furtivamente retribuito visto che alla votazione non si è presenti) ed il sistema non prevede deleghe di alcun tipo alla espressione del voto. Quindi la "scusa" di Giovanardi potrebbe sembrare debole, soprattutto considerando i lauti compensi a fronte della "fatica" di restar seduti per tutta la durata della votazione. Infine, si consideri anche cosa succede ad un dipendente che timbra il cartellino anche per un altro, assente: la Guardia di Finanza interviene, scatta la denuncia e la persona assente rischia, solo per cominciare, il licenziamento. Mentre al Senato, anche di fronte all'evidenza del filmato, che cosa succede?

 

FONTE: http://www.ansa.it

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