Martedì, 28 Luglio 2015 16:44

pensione di inabilità: a chi spetta

Vediamo in dettaglio le differenze tra la pensione di inabilità civile e quella previdenziale, sottolineando i requisiti per accedevi.

Cominciamo con una definizione. L'inabilità vuol dire assenza di abilità, il che nello specifico si traduce nello stato di invalidità al 100%, quindi è il caso in cui il soggetto interessato non è in grado di svolgere nessuna attività lavorativa.

Ebbene, l'ordinamento italiano prevede due forme di inabilità: quella di ordine previdenziale, la quale l'assenza totale di contribuzione accreditata sul conto corrente assicurativo dell'interessato , ben distinta da quella civile, che invece è vincolata ai requisiti reddituali.

Gettiamo un occhio quindi sull'inabilità previdenziale, i cui destinatari sono i lavoratori dipendenti, i lavoratori autonomi e i dipendenti del pubblico impiego. A tal riguardo, per poter accedere alla pensione di inabilità previdenziale il soggetto deve avere un'infermità fisica tale da non permettere al soggetto di svolgere qualsiasi attività lavorativa in modo permanente.

Conseguenza, percepire la pensione di inabilità è assolutamente incompatibile con lo svolgimento di una qualsivoglia attività lavorativa sia in Italia che all'estero, sia di tipo subordinata che a carattere autonoma. Ancora, colui che fruisce della pensione di inabilità è cancellato dagli elenchi di:

- operatori agricoli

- lavoratori autonomi

- albi professionali.

Ovviamente, il fruitore della pensione di inabilità previdenziale rinuncia a qualsiasi trattamento contro la disoccupazione.

Riassumendo, i requisiti previsti per la pensione di inabilità previdenziale girano intorno al concetto di:

- assoluta impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa

- invalidità riconosciuta e pari al 100% (invalidità totale).

Per poter accedere alla pensione in parola occorre inoltre:

- vantare almeno 5 anni di anzianità assicurativa e contributiva

- almeno 3 dei 5 anni devono essere stati maturati nei 5 anni precedenti la domanda di pensione.

Beninteso, ai fini del requisito contributivo è possibile cumulare i contributi versati anche in diversi fondi previdenziali.

Infine, non risulta prevista una durata del trattamento previdenziale per l'inabilità: tale trattamento può essere sottoposto a revisione a seguito di richieste originate dall'INPS. Ebbene, in caso di revisione la prestazione previdenziale può essere confermata, revocata o trasformata in assegno ordinario di invalidità (in questo caso, qualora l'invalidità sia inferiore al 100%, ma comunque superiore al 66%).

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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