Lunedì, 25 Maggio 2015 13:30

pensione anticipata di quattro anni se rinunci ad un mese di stipendio

Il governo prova ad incentivare il collocamento in pensione, con una piccola rinuncia. Vediamo i dettagli della proposta.

Le parole chiave sono flessibilità in uscita e pensione anticipata. In pratica, il governo sta valutando la possibilità di andare in pensione quattro anni prima del dovuto - termine che si sta sempre più allungando - in cambio della penalizzazione di una mensilità di stipendio.

I beninformati a palazzo diffondono indiscrezioni secondo le quali dal fronte della riforma delle pensioni il governo starebbe esaminando la proposta, a firma di Cesare Damiano e Pierpaolo Baretta, che prevede il suddetto "mercanteggio" tra pensionato ed ente previdenziale. Ossia, chi scegliesse di andare in pensione prima - nello specifico, con 4 anni di anticipo rispetto all'età prevista per legge - rinuncerebbe ad un cifra paragonabile ad una mensilità ogni anno. Addio tredicesima, insomma, se non anche qualche spicciolo in più.

A tutti gli effetti, però, la proposta potrebbero in molti considerarla allettante, sia dal lato pensionato - tra un po' la pensione sarà ad un'età tale da potersi "godere" ben poco - che dal lato dello Stato, in quanto farebbe risparmiare alle sue casse una buona parte dei costi per sostenere la riforma. Oltretutto, la proposta viene positivamente accolta anche da coloro che spingono per un turn over generazionale: la proposta, che potrebbe diventare a breve legge, in tal senso renderebbe più flessibile l'uscita dal mondo del lavoro favorendo l'ingresso di nuovi e più giovani lavoratori.

Tutto ha un costo, però: facendo due conti, e prendendo l'esempio pratico di un lavoratore con 30 mila euro di stipendio annuo lordo, una volta in pensione percepirebbe un assegno di 1.660 euro (stando alle stime INPS con i dati e le regole di oggi).

Ebbene, se decidesse di aderire alla possibilità di pensione anticipata di quattro anni, l'assegno mensile passerebbe a 1.527 euro. In altre parole, la penalizzazione mensile ammonterebbe a 133 euro che, moltiplicata per dodici, fa 1596 euro. Tradotto, rinuncerebbe ad una mensilità all'anno.

Ancora, è sul tavolo delle valutazioni anche l'ipotesi di una penalizzazione più gravosa, dell'ordine del 3% in aggiunta a quanto sopra, per chi decidesse di andare in pensione subito. Ma almeno su questo punto al momento non ci sono fonti sicure.

In generale, tutte queste penalizzazioni sono misure che molti lavoratori, in età prossima alla pensione, considerano un sacrificio tutto sommato accettabile se mirato alla possibilità di ritirarsi con anticipo, soprattutto se si fanno lavori usuranti e pesanti.

Beninteso, per ora sono voci ed indiscrezioni: le prossime ore saranno determinanti per capire se l'esecutivo sta concretamente prendendo in considerazione questa ipotesi o se si tratta di rumori promozionali in clima pre-elettorale.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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