Lunedì, 22 Dicembre 2014 13:00

pensione all'estero: dove conviene

Attenzione a tutti i pensionati che decidono di trasferirsi all'estero: sappiate che è possibile ricevere la pensione italiana, spesso assolutamente misera paragonata al caro vita del Belpaese, in un altro Paese all'estero, senza pagare le tasse che sono applicate in Italia - beninteso, sarebbero applicate le tasse previste al Paese estero. Vediamo come e dove.

Così detto, la pensione che si percepirebbe in Italia sarebbe doppiamente più alta all'estero, una volta per via del favorevole caro vita, una volta per favorevole imposizione fiscale, con una operazione assolutamente legale. Il trucco? Scegliere un Paese estero in cui l'imposizione fiscale sia minore che in Italia e dove, in parallelo, il caro vita più migliore - entrambe le scelte sono abbastanza facili.

Il punto fondamentale è che lo Stato in cui ci si trasferisce deve essere nella lista di quelli che hanno stipulato con l'Italia degli accordi bilaterali in materia fiscale, nei quali è specificato in quale dei due Paesi - quello di nascita o quello di nuova residenza - vanno pagate le tasse applicabili al reddito da pensione.

E allora, vediamo prima di tutto quali sono i passi da compiere per riuscire ad ottenere all'estero la pensione italiana senza dover pagare la tassazione italiana. Innanzitutto, occorre certamente procurarsi la dichiarazione dei redditi dei residenti all'estero (modulo in ALLEGATO qui sotto): è un documento che spiega in dettaglio quali sono le caratteristiche da soddisfare per poter usufruire delle agevolazioni di chi percepisce la pensione, apppunto, all'estero. In secondo luogo, è opportuno consultare l'elenco dei Paesi che rientrano nelle convenzioni bilaterali con l'Italia, proprio perché in tali Paesi non verrebbe pagata la tassazione italiana all'origine e quindi la pensione finale avrà un importo più alto, dando per buono che la tassazione del Paese all'estero risulterebbe meno pesante.

Quindi, se lo Stato estero scelto rientra giusto in questa lista di Nazioni, in tal caso siamo in diritto di compilare la domanda di esenzione dall'imposizione italiana sulle pensione (modulo in allegato qui sotto), ed una volta compilata presentarla alla propria sede locale dell'INPS la quale si occuperà, una volta approvata l'istanza, del pagamento della pensione nella forma voluta.

Come detto, la lista dei Paesi che lo permettono, se si espatria in essi si riceve la pensione a regime agevolato. Ma quali sono questi Paesi? Ecco la lista, assolutamente corposa:

- Albania, Algeria, Argentina, Australia, Austria, Bangladesh

- Belgio, Brasile, Bulgaria, Canada, Cina, Cipro, Corea del Sud

- Costa d'Avorio, Danimarca, Ecuador, Egitto, Emirati Arabi Uniti

- Estonia, Etiopia, Filippine, Finlandia, Francia, Georgia, Germania

- Ghana, Giappone, Grecia, India, Indonesia, Irlanda, Israele

- Bosnia Herzegovina, Croazia, Slovenia, Serbia, Montenegro

- Kazakhistan, Kuwait, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Malaysia

- Malta, Marocco, Mauritius, Messico, Mozambico, Norvegia

- Nuova Zelanda, Oman, Paesi Bassi, Pakistan, Polonia, Portogallo

- Regno Unito, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Romania

- Russia, Senegal, Singapore, Spagna, Sri Lanka, USA, Sudafrica

- Svezia, Svizzera, Tanzania, Thailandia, Trinidad e Tobago, Tunisia

- Turchia, Ucraina, Uganda, Ungheria, Armenia, Azerbaijan

- Bielorussia, Moldavia, Kirghisistan, Tagikistan, Turkmenistan

- Uzbekistan, Venezuela, Vietnam, Zambia.

Evidentemente, c'è una corrispondenza tra i Paesi dove l'emigrazione italiana è più massiccia e quelli, qui sopra in lista, per cui sono state a suo tempo stipulate delle convenzioni bilaterali apposite. Ma attenzione: è doveroso sottolineare che non tutta la tassazione italiana è annullata e rimandata al Paese estero. Persistono infatti le addizionali regionali e comunali, che vengono applicate anche a chi vive all'estero. Giusto o sbagliato, logico o meno, la legge lo prevede e quindi ci si deve adeguare.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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