Mercoledì, 24 Febbraio 2016 12:00

partita IVA: quando e come conviene aprirla

In quasti primi mesi dell'anno, la domanda che molti lavoratori si stanno ponendo è quando conviene aprire la Partita IVA. E ovviamente quanto costa, quali regimi fiscali sussistono e se ci sono agevolazioni o alternative. Proviamo a rispondere.

Diciamolo subito: l'unica alternativa reale all'apertura di una Partita IVA è un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Che, oltre alla sicurezza verso il lavoratore, non prevede alcuna ulteriore spesa da versare da parte del lavoratore stesso.

Infatti, in tal caso dalla busta paga vengano detratte mensilmente ed automaticmente le tasse dovute ed i contributi conseguenti. Quanto rimane è l’intero stipendio, diciamo semplicemente il netto in busta di cui i lavoratore può completamente usufruire. Completamente diversa è invece la situazione per chi apre una Partita IVA.

In sintesi, dalla somma che si riceve, quindi dal fatturato, occorre sottrarre le tasse dovute, i contributi previsti - da versare in base al proprio fatturato annuo - ed oltretutto l'IVA, se si è in regime fiscale ordinario.

Coloro che decidono di accendere una Partita IVA lo possono fare gratuitamente, ossia rivolgendosi al proprio commercialista piuttosto che registrandosi al sito dell’Agenzia delle Entrate. Quindi, In funzione della propria attività e dei propri guadagni, occorre decidere a quale regime fiscale conviene aderire.

Per agevolare la materia, dal primo gennaio del 2016 è in vigore il nuovo regime forfettario che prevede un’imposta unica sostitutiva del 5% per i primi cinque anni di attività. Regime che, dopo tale termine temporale, sale al 15% per limiti di guadagni entro i 30 mila euro, e non prevede alcun versamento dell’Iva.

Questo nuovo regime agevolato è fruibile da parte di coloro che, dal primo gennaio, aprono una nuova Partita IVA. Invece, per i contribuenti che risutano già titolari di una Partita IVA ma hanno aderito ad un diverso regime fiscale, se in possesso dei requisiti necessari possono comunque aderire al nuovo regime. Infine, per i contribuenti che hanno aderito al vecchio regime dei minimi ma sono già trascorsi i primi cinque anni di attività, se hanno mantenuto guadagni entro i 30mila euro possono passare direttamente all’aliquota al 15%.

Ancora, è possibile passare dal regime ordinario al nuovo regime forfettario, sempre se in possesso dei requisiti richiesti. In questo caso, i contribuenti dovranno compilare il rigo VA14 nella prossima dichiarazione IVA 2016 - relativa al 2015 - ed indicare che si tratta dell'ultima dichiarazione prima dell’adesione al nuovo regime forfettario 2016.

In sostanza, è facile notare come, nei casi sopra descritti, risulti una minima convenienza della Partita IVA. Mentre per chi è in regime agevolato, a meno che non dichiari guadagni particolarmente elevati, non vi è di fatto nessuna convenienza: è sottoposto ad aliquota IRPEF al 23%, al versamento obbligatorio dell'IVA al 22%, all'imposta contributiva al 27,72% per chi è iscritto alla gestione separata ed al 24% per chi invece è iscritto ad altre forme di previdenza.

E vediamo le alternative alla Partita IVA. Per i lavoratori non continuativi, sussiste la possibilità di contratti di collaborazione o i cosiddetti voucher, che nell'immediato potrebbero sembrare più convenienti anche se decisamente negativi soprattutto pensando al futuro - proprio perchè non prevedono versamenti contributivi.

In effetti, la recente legge sul lavoro ha rivisitato le norme dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa (i cosiddetti co.co.co.), i quali di fatto restano senza alcuna garanzia e tutela per il lavoratore, oltre ad avere una durata di tempo limitata. E pari discorso per i voucher, che vengono prodotti dall’INPS a fronte di prestazioni lavorative occasionali: sono stati creati essenzialmente per contrastare il lavoro in nero. Oltretutto, sono erogati al termine della collaborazione in questione, e comunque a parte la somma da corrispondere per il lavoro prestato non prevedono altro esborso.

 

FONTE: http://www.businessonline.it

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