Lunedì, 19 Agosto 2013 14:00

parte oggi il redditometro: evasori tremate

Dopo tanti annunci parte oggi il redditometro, un software che permette all'Agenzia delle Entrate di identificare le prime, grosse incongruenze tra quanto si spende e quanto si denuncia. I contribuenti "sospetti" saranno quindi chiamati a giustificare come riescano a finanziare i loro acquisti. Ovviamente, in molti casi si potrebbe trattare di semplici ed inoffensivi controlli.

Oggi inizia ad operare il redditometro, il nuovo software che, dopo settimane di rodaggio, avràla funzione di evidenziare una prima lista di potenziali evasori fiscali. I quali già da settembre saranno chiamati negli uffici dell'Agenzia delle Entrate a spiegare come hanno fatto a spendere ingenti somme a fronte di un minimo reddito (dichiarato).

Si partirà dalle dichiarazioni del 2010 (redditi 2009): il sistema identifica le spese effettuate (quelle di cui il fisco ha notizia) a confronto con il reddito dichiarato in quell'anno. E si guarda tutto, tipo l'affitto di yacht, l'acquisto di medicine, la rata del mutuo, la spesa per la badante, l'iscrizione a circoli culturali e sportivi, le vacanze, gli assegni periodici corrisposti al coniuge in caso di separazione o divorzio. In finale, spesa contro reddito. Soglia di guardia: un divario del venti percento.

Facciamo un esempio: la somma delle spese nell'anno arriva a 60mila euro. Mentre i redditi dichiarati non giungono neanche a 50mila. Beh, il divario è almeno del 20%, quindi per l'Agenzia delle Entrate siete un potenziale evasore e per voi scattano i controlli.

All'inizio gli accertamenti si concentreranno sulle incongruità più evidenti, ma dopo un po' di mesi i controlli saranno estesi tanto che a regime ne sono previsti 35mila l'anno - un bel lavoro per l'Agenzia. La quale è comunque aperta al dialogo: fin dal primo incontro il contrbuente sospetto, chiamato al controllo, dovrà dimostrare con evidenze esaustive che le spese sostenute sono state finanziate con redditi che l'Agenzia non conosce perchè ad esempio sono tassati alla fonte o esclusi dalla base imponibile.

Se le giustificazioni sono esaustive, l'attività di controllo si chiude in questa prima fase. Altrimenti, il contraddittorio prosegue e vengono valutate anche le spese per beni di uso corrente - tipo il mangiare quotidiano - calcolate sulla base delle medie ISTAT. Se al termine di questa fase il fisco non è completamente convinto, si apre l'accertamento formale. E sono tanti impicci e, soprattutto, tanti guai.

 

FONTE: http://www.liberoquotidiano.it

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