Venerdì, 10 Febbraio 2012 13:00

parentopoli alla Sapienza: tutta la famiglia del rettore

Per chi non avesse frequentato l'Università "La Sapienza" di Roma, Luigi Frati ne è rettore, con mandato in scadenza a breve, a fine ottobre. Quello che si sa meno è che, se volete conoscere il resto della famiglia, basta girare un po' fuori dell'ufficio del rettore per trovarli tutti al lavoro - con posti d'eccellenza - nel medesimo ateneo. Coincidenza? Qualcuno parla piuttosto di "parentopoli". E la procura indaga.

Interrogato dal giornalista del Corriere della Sera sulla "strana" vicenda, il rettore della Sapienza Luigi Frati risponde così: "Parentopoli? Ma perché non parlate di ignorantopoli? Questo è il vero problema dell' università italiana. Voi giornalisti fate solo folklore!". Ma la Procura la pensa diversamente: papà, mamma, figlia e figlio docenti nella stessa facoltà sono troppo per continuare a parlare di coincidenza. E quindi la famiglia del rettore del più affollato ateneo italiano (143 mila studenti) era da tempo nel mirino di chi denuncia certi vizi del nostro sistema universitario.

Le origini del rettore sono eloquenti: un passato da sindacalista, uomo dalla capacità funambolica di fluttuare tra destra e sinistra, preside per un'eternità di Medicina, aveva meritato per gli studenti il soprannome di "BaronFrati".

Negli anni, infatti, nella "sua" facoltà di Medicina si sono via via accasate la moglie Luciana Rita Angeletti in Frati (laureata in Lettere: storia della Medicina) e la figlia Paola (laureata in Giurisprudenza: Medicina Legale) ed addirittura il brindisi per le nozze della ragazza fu fatto lì: il biglietto citava: "Il prof. Luigi Frati e il prof. Mario Piccoli, in occasione del matrimonio dei loro figli Paola Frati con Andrea Marziale e Federico Piccoli con Barbara Mafera, saranno lieti di festeggiarli con voi il giorno 25 maggio alle ore 13.00 presso l' aula Grande di Patologia Generale".

Poi arriva il figlio Giacomo, per "fatalità" anche lui entrato nella facoltà di Medicina di papà. Ricercatore a 28 anni, professore associato a 31. Vincendo il concorso - lo denunciò la trasmissione Report - discutendo la prova orale sui trapianti cardiaci davanti a una commissione composta da due professori di igiene e tre odontoiatri, senza quindi alcun cardiochirurgo. Vinta la selezione, il giovane professore viene poi chiamato come associato a Latina, appendice del policlinico universitario di cui è rettore papà. E non è finita: il 28 gennaio 2011 il rettore Frati sceglie come commissario straordinario del policlinico Antonio Capparelli. Poco dopo, il 22 marzo, lo nomina direttore generale. Il 19 aprile Capparelli toglie parecchi posti letto a un altro reparto (scatenando le comprensibili ire degli "impoveriti"), crea l'unità programmatica di tecnologie cellulari-molecolari applicate alle malattie cardiovascolari nel dipartimento cuore e grossi vasi. E chi chiama a farne da primario? Giacomo Frati da Latina, guarda caso.

 

FONTE: http://archiviostorico.corriere.it

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