Mercoledì, 18 Giugno 2014 14:00

pagare i commercianti con carta di credito. in teoria...

Da fine giugno parecchie categorie di professionisti dovranno offrire la possibilità di poter pagare col bancomat o carta di credito, tramite il noto POS. Ovviamente l'obiettivo è il tracciamento delle attività commerciali e quindi la lotta all'evasione. In teoria la norma pensata da Mario Monti, dopo un percorso lento e difficile, da fine mese è legge e quindi va applicata. In pratica però non esistono sanzioni in caso contrario. Legge inutile, quindi?

I tanti professionisti sotto la categoria di studi medici e professionali, commercianti, artigiani e imprese dal 30 giugno dovranno dotarsi di POS - la "macchinetta" che legge le carte di credito e bancomat - per ricevere i pagamenti per le loro prestazioni.con bancomat. Nessun altro rinvio, quindi, per l'entrata in vigore di un provvedimento che ha avuto vita lunga e travagliata, a partire dal decreto legge che ha introdotto la norma, cioè il decreto legge 179/2012, noto anche come decreto crescita 2.0 o decreto sviluppo bis.

Il problema, o se volete l'assurdo di questa norma, è che non è prevista nessuna sanzione per chi non rispetterà l'obbligo a dotarsi del POS. Perciò, è facile prevedere, come denuncia l'Italian E-Payment Coalition, che in assenza di provvedimenti sanzionatori le adesioni dei professionisti saranno ben poche. Assourdo per una misura introdotta apposta con l'intenzione di contrastare l'evasione fiscale e restare al passo con l'Eurozona.

Sin dall'origine la misura ha suscitato numerose polemiche da parte delle categorie interessate: come espresso nell'istanza presentata al TAR del Lazio dal consiglio nazionale degli architetti, i professionisti la ritengono una norma insensatamente vessatoria e costosa. Secondo loro, per contrastare l'evasione fiscale si possono ugualmente imporre pagamenti tracciati, come i bonifici o gli assegni, senza obbligare i professionisti ad attivare POS costosi da installare e utilizzare. Parole loro, è "una vera e propria gabella medioevale impropriamente e ingiustamente pagata a un soggetto privato terzo, le banche che - oltretutto - non svolgono alcun ruolo nel rapporto tra committente e professionista", sono le parole del presidente del consiglio degli architetti.

In dettaglio, l'obbligo è di registrare i pagamenti con POS per tutti gli importi superiori a 30 euro. Il relativo regolamento prevede che l'obbligo del POS scatti solo per importi superiori ai 30 euro; trova quindi applicazione solo per i pagamenti effettuati all’interno dei locali destinati allo svolgimento dell’attività di vendita o di prestazione di servizio, ed esclusivamente nel caso in cui il fatturato del soggetto che effettua l'attività superi i 200 mila euro. Attenzione, questa ultima condizione è valida solo nella prima fase di applicazione della norma, cioè a partire da luglio 2014: decorsi sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto, il limite di fatturato potrà essere ridotto.

Ma soprattutto protestano i consumatori: secondo FEDERCONSUMATORI e ADUSBEF c'è il rischio che i costi per dotarsi della "macchinetta" e per la gestione degli strumenti che ricevono pagamenti elettronici vengano scaricati sui cittadini, come spesso succede per tante tasse più o meno occulte. E quindi, gli oneri per la novità alla fine la pagano i consumatori.

Entrambe le associazioni aggiungono che "la misura rappresenta un grande passo avanti in termini di tracciabilità dei pagamenti e lotta all'evasione, nonché un ampliamento ed un'agevolazione a favore del cittadino. La circolazione di meno contanti rappresenta, inoltre, un elemento di maggiore sicurezza, sia per il cittadino che per l’esercente. Ci auguriamo, però, che i costi ancora eccessivamente onerosi per dotarsi degli strumenti atti a ricevere pagamenti in moneta elettronica non siano scaricati in alcun modo sui prezzi e sulle tariffe".

In finale, chiunque effettui attività di vendita di prodotti e servizi pagati con bancomat o carta di credio ha, rispetto al contante, non solo un costo fisso ma anche un costo in percentuale al prodotto venduto. Di consequenza, i negozianti e professionisti potrebbero aumentare prodotti e prestazioni per rifarsi ai danni dei consumatori della nuova tassa ai professionisti. Ma questo solo per chi si adegua alla norma: tanto... per gli altri non c'è sanzione.

 

FONTE: http://www.quifinanza.it

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