Lunedì, 06 Giugno 2016 12:48

ONLUS per i migranti utilizzate come copertura per l'evasione fiscale

Alla faccia delle ONLUS e dell'assistenza umanitaria a fine non di lucro: disconosciute 5 ONLUS, individuati due evasori totali e una (quasi) totale. Richiesto dal Prefetto di Siracusa il sequestro di 920.122 euro e decretato per il 2016 l'esclusione di una ONLUS dalla procedura per i servizi di accoglienza. Benvenuti nell'Italia dei furbetti.

Altro che ONLUS: è una facciata umanitaria per un'evasione fiscale per 4.252.177 euro, con fatture per operazioni mai effettuate del valore di 1.351.004 euro, con 5 imprese finte ONLUS e 19 persone a gestirle denunciate. Ecco il bilancio di un'indagine su come si accolgono i migranti migranti effettuata dalla Guardia di Finanza di Siracusa coordinata dal procuratore Francesco Paolo Giorando, lo stesso che nel 2014 aveva disposto accertamenti su persone riconducibili a nomi noti della Mafia Capitale: Salvatore Buzzi e Massimo Carminati.

Le indagini hanno condotto a scoprire un collegamento tra i personaggi della capitale e un centro di accoglienza gestito in consorzio con una società di Siracusa: vi partecipavano le cooperative sociali romane ERICHES29 e ABC. Successive indagini hanno portato al disconoscimento di 5 ONLUS, all'individuazione di due evasori totali e di una persona che evadeva parzialmente. Oltre ad una richiesta di sequestro per 920.122 euro. Ancora, il Prefetto di Siracusa a seguito di accertamenti con l'Agenzia delle Entrate ha deciso per il 2016 l'esclusione di una ONLUS dalla procedura per i servizi di accoglienza ai migranti richiedenti protezione internazionale.

Lo spiega la Guardia di Finanza: tutto è iniziato nel secondo semestre 2013, quando un consistente flusso di migranti (113 sbarchi, circa 13.300 arrivi) ha coinvolto le coste siracusane da Portopalo di Capo Passero a Capo Murro di Porco, fino a raggiungere lo scorso 31 maggio il numero di 87mila migranti circa distribuiti su 291 sbarchi, e tutti concentrati nel porto di Augusta.

Conseguenza di tali numeri da capogiro è stata, nel tempo, la necessità di prevedere una spesa di 13,9 milioni di euro in assistenza dei migranti, dal momento dello sbarco fino al loro trasferimento nei centri di prima accoglienza o nelle strutture del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Le verifiche dei militari delle fiamme gialle su tale situazione ha permesso di riscontrare numerose irregolarità, tra cui associazioni ed enti non commerciali (società cooperative e ONLUS) accomunate da "un vero e proprio fenomeno evasivo, caratteristico dei soggetti operanti nel terzo settore". E' quindi stata "disconosciuta, in carenza dei requisiti di legge per poter usufruire di agevolazioni contabili e fiscali, la natura giuridica di ente associativo no-profit".

Finale, le persone coinvolte sono state "inquadrate nella reale natura di impresa commerciale con ricostruzione del volume d’affari e recupero a tassazione delle imposte dovute in tutti i settori impositivi", mentre l'attività fiscale ha fatto risultare "fatture per operazioni inesistenti emesse da società che hanno fittiziamente eseguito lavori di ristrutturazione, reso servizi di pulizia, fornito frutta e capi di abbigliamento, nei confronti dei soggetti controllati".

 

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it

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