Mercoledì, 02 Agosto 2017 09:59

l'affare delle Olimpiadi: 400 mila euro ai soliti amici

A chi è stata affidata la produzione video dei Giochi Olimpici 2016 di Rio de Janeiro? Più precisamente quando, con che procedura di appalto e chi ha vinto la gara per l'aggiudicazione dei 400 mila euro? Tre mesi dopo i Giochi stessi, senza gara alla casa di produzione di una ex autrice RAI, cara amica di Renzi ed in buonissimi rapporti con Giovanni Malagò. Ma soprattutto, carissima amica del futuro ministro dello Sport Luca Lotti.

Dopo questo articolo sulle 'Happy Five', torniamo a parlare di appalti pubblici in area RAI ed affini.

Nessuno mette in discussione la professionalità ed i brillanti risultati finora raggiunti dalla casa di produzione di Simona Ercolani, ci mancherebbe. La sua società, la 'Stand by Me', da anni produce contenuti originali per TV e imprese - gli appalti con le istituzioni pubbliche sono solo l'ultimo dei suoi successi. "We tell stories", raccontiamo storie recita lo slogan dell’agenzia. Sembra proprio uno dei tipici slogan renziani.

Tanto per citarne uno, la Ercolani nel mondo dello sport ha ideato il cosiddetto modello 'Sfide', dal nome del programma molto apprezzato e pluripremiato per il modo di raccontare le storie degli atleti. E allora, quale regia migliore dell’Italia che cambia, per l’Italia che vince, avranno pensato i vertici del CONI. Che poi sono in qualche modo la voce del governo, ossia del ministro dello Sport e del premier.

Quindi, il CONI le ha affidato la produzione video delle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016 e di fatto entra a libro paga della CONI Servizi, la società partecipata interamente dal Ministero dell’Economia. Ancora, la Stand by Me lavorerà ai mondiali di sci di Cortina 2021, attraverso cinque affidamenti diretti distinti, diluiti in mesi e - guarda un po' - proprio sotto la soglia dei 40 mila euro con cui semplificare ed eludere norme di trasparenza e gara.

Nel frattempo, come comprensibile, in molti sollevano dubbi sulle amicizie di Simona Ercolani, ex autrice RAI notoriamente renziana e soprattutto 'lottiana': Lotti, in realtà, al momento dell'aggiudicazione della gara era ministro in pectore ma non ancora nominato ufficialmente. Ma si sa, internamente le nomine corrono ben prima dell'ufficializzazione.

Il punto critico, infatti, è che il CONI per scegliere a chi affidare il delicato incarico delle produzioni video dei Giochi Olimpici è andato dritto alla agenzia in questione, senza la minima indecisione ma soprattutto senza confronti sul mercato - cosa che si può fare in materia pubblica solo in caso di assoluta unicità del prodotto. Come dire che come la società della Ercolani non c'è nessuno. In un certo modo è proprio quello che ci dice la stessa produttrice: "Sono nel mondo dello sport da 20 anni, nessuno fa storytelling come me. L’incarico è merito mio, non degli agganci politici", dice lei per difendersi dalle inevitabili illazioni.

Sarà vero? E' d'altronde difficile conprendere come mai per i Giochi Olimpici l'appalto della produzione video da circa 400 mila euro è stato affidato con procedura di gara senza bando, oltretutto pubblicata e aggiudicata 3 mesi dopo i giochi stessi. Ancora, la procedura di affidamento è stata pubblicata sul portale dell'ANAC il 21 ottobre, aggiudicata in neanche una settimana e conclusa il giorno successivo all'aggiudicazione: detto fatto, si direbbe. Tre mesi dopo le Olimpiadi, però: dov'è finita la trasparenza e la visibilità sui motivi per i quali è stata ignorata ogni norma di evidenza pubblica prevista per una procedura del genere?

Guarda caso poi, la Ercolani sempre nel 2016 ha lavorato come consulente a Palazzo Chigi per le celebrazioni storiche, e lì è rimasta a stretto contatto con Luca Lotti anche all'interno del gruppo di comunicazione per il noto - e fallito - referendum. All'epoca dicevano fosse in lizza per due poltrone importanti nella RAI, azienda che lei ben conosce - in quanto è stata una delle autrici più apprezzate. Poltrone di primissimo livello: la presidenza oppure la direzione di RAI UNO. Speranze sfumate, purtroppo, ma diciamo che si è consolata tenendosi l'azienda di produzione ed aggiudicandosi il contratto con il CONI per le Olimpiadi 2016.

Sempre nel 2016 Simona Ercolani si era già distinta come una delle menti più brillanti della campagna referendaria per il sì - sappiamo poi com'è andato il referendum, ma comunque complimenti per l'impegno: si sa, tra veri amici non occorre la certezza del risultato, basta l'impegno.

 

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it

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