Mercoledì, 03 Ottobre 2012 14:00

offerte di lavoro online: come riconoscere quelle fasulle

In tempi di crisi tutti cercano lavoro, ma poco se ne trova. Ed oggi tipicamente si usa internet, sia per pubblicare il curriculum vitae e cercare lavoro che per offrirlo. Ma nel marasma di internet ci sono anche offerte di lavoro ingannevoli. Vediamo come riconoscerle.

Tutti avranno notato, nel cercare annunci di lavoro su internet, la gigantesca sproporzione tra il numero di curricula inviati e le risposte, anche eventualmente, negative, ricevute. Teoricamente, ciò è dovuto alla prima selezione pre-colloquio del personale, sulla base dei requisiti desunti dal cv.

Ma ci sono anche gli annunci finti: specchietti per le allodole che sfruttano la rete internet e soprattutto la condizione disperata di molti disoccupati che, spinti dalla fretta di trovare un lavoro, possono essere poco prudenti e non notare evidenti segni di poca professionalità da parte del datore di lavoro.

Intanto il carattere astratto dell’annuncio: mai fidarsi di aziende che non specificano il loro nome ma si autodefiniscono genericamente “azienda leader nel settore”. La legge proibisce, infatti, annunci anonimi, a meno che voglia far valere il diritto alla riservatezza sul nome dell’azienda - ma in tal caso deve essere specificato quello dell’agenzia interinale intermediaria. Quindi, o si specifica la ditta o l'azienda interinale che le procura i lavoratori.

Se poi parliamo dell'offerta di lavoro nello specifico, è meglio scartare a priori annunci che non dettagliano le mansioni richieste e che promettono guadagni facili senza competenze. Non esistono lavori che non richiedano alcuna competenza, o per lo meno un'assunzione così è poco seria.

Ed ancora, è poco serio un datore di lavoro - o potenziale tale - che richiede denaro in cambio di un periodo di formazione, anche se propedeutico all’assunzione. Al contrario, la formazione dei dipendenti è un investimento per le aziende e quindi quelle serie lo fanno gratuitamente (anzi ancor di più prevedono una retribuzione o un rimborso spese anche nel periodo di training).

Per finire, danno una migliore impressione le aziende che dispongono di un indirizzo email aziendale e non di un provider generico come gmail o yahoo. A meno che non si tratta di aziende giovani o di piccole imprese, le quali vogliono tipicamente risparmiare i costi di un provider dedicato alla loro azienda.

Sì, ma allora a cosa mirano i truffatori, i finti datori di lavoro? Ovvio, a carpire informazioni personali e magari qualche soldino per i corsi propedeutici, come si diceva. Le quali informazioni, guarda caso, vengono poi utilizzate a scopo illecito ed a nostra insaputa.

Di recente, come prevedibile, anche il canale dei Social Network è molto utilizzato dai malintenzionati. Quando ricevete un’offerta verificate sempre le credenziali del potenziale datore di lavoro sui motori di ricerca: se è un truffatore probabilmente qualcuno ha segnalato nei forum la sua tecnica di approccio e l’esperienza di altri può evitarvi delusioni o perdite di tempo.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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