Sabato, 19 Luglio 2014 10:57

obbligo POS ai professionisti ed artigiani: parliamo dei costi

La norma è scattata a fine giugno: obbliga tutti i professionisti ed artigiani ad essere pagati con POS, per cifre oltre i trenta euro, in modo da tracciare tutte le transazioni economiche di tali categorie e quindi far scoprire il "nero". Ma tutto ciò ha un costo. Che ovviamente pagano i professinisti ed artigiani. E che magari poi scaricano gli oneri addizionali al cliente con aumenti alle fatture.

Tante polemiche suscitate dalla norma che rende il POS obbligatorio per artigiani e professionisti per importi al di sopra dei 30 euro. In altre parole, le suddette figure professionali sono costrette ad accettare il pagamento con le carte di credito e di debito. Il motivo giuridico-fiscale del provvedimento è ovviamente da leggere in chiave di lotta all'evasione: nobile crociata annunciata a gonfi polmoni da tutti i governi, passati e presente.

L'aspetto che maggiormente interessa i colpiti dalla norma, e che ovviamente è glissato nella norma, riguarda i costi per dotarsi di un tale servizio (a parte le difficoltà tecniche, non banali per persone dalla bottega meno "smart").

Le parti interessate, infatti, puntano il dito contro i costi di questo dispositivo che rischiano di fatto di annullare i teorici benefici per il sistema economico di questo obbligo. Il prossimo 22 luglio, appunto, si terrà un incontro con i rappresentanti dei principali operatori del mercato nel settore dei pagamenti elettronici, allo scopo di approfondire l'analisi dei costi e delle commissioni associate all'installazione, alla manutenzione e all'uso obbligatorio dei POS.

Nel frattempo che gli esperti si esprimano, a fare una prima ma significativa stima dei costi dei servizi POS ci ha pensato CONFCOMMERCIO, la quale ha pubblicato un'interessante analisi. Dati alla mano, i calcoli dimostrano che, più è piccola l'azienda, maggiore è l'incidenza percentuale dei costi legati agli incassi tramite il POS. Insomma, la Piccola e Media Impresa ci rimette sempre: questa norma va a penalizzare soprattutto le realtà artigianali e commerciali più piccole.

In dettaglio, nello studio di CONFCOMMERCIO vengono messe a confronto due realtà ben diverse: da un lato un'impresa con fatturato annuo pari a 150 mila euro, dall'altro un'azienda che fattura mediamente 400 mila euro nello stesso periodo di riferimento considerato. Risultati: per la prima azienda si stima che l'incidenza sul fatturato totale incassato tramite POS, al netto dell'IVA, sia pari al 3,12% cioè 1.920 euro, mentre per la seconda ditta scende 2,22%, corrispondenti a 3.645 euro. Vi sembra poco?

Il consigliere regionale del Veneto, Gianpiero Possamai, a tal riguardo ha chiesto alla regione la sospensione dell'obbligo di eseguire pagamenti tramite POS, almeno fino a quando gli oneri di commissione e le spese di trasmissione non saranno allineati con la media europea e non sarà previsto espressamente un sistema di deducibilità dei costi sostenuti sia dalle famiglie che dalle imprese. Ma, si ripete, in attesa di tale provvedimento, la norma oggi pesa sulle spalle delle piccole aziende, le quali hanno l'unico modo di rifarsi aumentando proporzionalmente le tariffe delle loro prestazioni, a tutto danno, in finale, dei consumatori.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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