Mercoledì, 31 Dicembre 2014 09:56

nuovo ribasso del prezzo del petrolio

Anche stamani il prezzo del petrolio è crollato ai minimi storici dal 2009, e chiude quindi l'anno con un tonfo del 48%. Conseguenza, l'emiro in Arabia Saudita registrerà un deficit di bilancio e l'Eurozona rischia la deflazione.

E' l'ultima seduta dell'anno, ed il prezzo del petrolio continua a scendere. A New York, il WTI americano viene scambiato in mattinata a soli 53,58 dollari al barile, al ribasso per la quarta volta in 5 giorni e raggiungendo i livelli più bassi degli ultimi 5 anni. Andamento analogo del Brent, che a Londra tocca i 57 dollari al barile per poi chiudere i 57,88 dollari, ai minimi anch'esso dal 2009. Così, il mercato del petrolio si appresta a chiudere l'anno con un crollo delle quotazioni del 48%, il peggiore degli ultimi anni. Già, ma perchè?

Per capire cosa sta succedendo, ci si può ricollegate a due fatti. Il primo riguarda la pubblicazione delle stime Bloomberg sulle scorte di greggio degli Stati Uniti, che sembrano essere salite di 900 mila barili la scorsa settimana, attestandosi a 388,1 milioni di barili. A ciò corrisponde, nelle logiche di mercato, ad un aumento dell'offerta sul mercato, parente di un abbassamento dei costi del prodotto - è intuitivo.

Il secondo elemento che potrebbe aver scatenato le vendite riguarda l'Arabia Saudita, il cui governo ha appena varato il bilancio per l'anno prossimo. Ebbene, a causa del crollo dei prezzi energetici, di cui l'Arabia è il maggiore esportatore al mondo, il regno saudita registrerà nel 2015 il primo deficit di bilancio dal 2008 e il più alto della sua storia, pari a 38,6 miliardi di dollari.

Il vero punto cruciale, addirittura, riguarda il prezzo del petrolio su cui si basano le stime sulle entrate dell'Arabia. Anche se siamo nel campo delle ipotesi al vaglio deli analisti, è l'ipotesi ad esempio della banca d'affari Jadwa Investment che il governo saudita abbia stimato un prezzo medio per l'anno prossimo di 56 dollari al barile. Insomma, si sono ridimensionati da soli nel calcolare le loro stime di bilancio per l'export. Altri report, basati su analoghe ipotesi, parlano di un prezzo medio compreso tra 55 e 63 dollari, altri dicono cifre leggermente superiori o addirittura inferiori - John Sfakianakis, ex consigliere del Ministero delle Finanze saudita, lascia trapelare al quotidiano Asharq al-Awsat, con sede a Londra, che il governo saudita affermi pubblicamente di avere basato il suo bilancio su una stima delle quotazioni medie per il 2015 di 75 dollari al barile e una produzione di 7 milioni di barili al giorno, mentre altri analisti ritengono reale una stima di 60 dollari.

Il concetto è chiaro, ipotesi e numeri a parte. Ed intanto, il crollo delle quotazioni del greggio non rallegra certo la BCE, che teme che l’Eurozona possa entrare presto in deflazione. Il massimo economista della BCE, tale Peter Praet, ha chiarito al quotidiano finanziario tedesco Boersen-Zeitung che, con i prezzi energetici appena visti, l'unione monetaria potrebbe risentirne pesantemente e vivere "un lungo periodo di inflazione sotto lo zero nel 2015". Ovviamente, il giornalista ha aggiunto che nel frattempo il consiglio direttivo della BCE non rimarrebbe certo a guardare: attenzione quindi ai rischi derivanti dal varo di un E (Quantitative Easing, aleggerimento quantitativo), perché quello dei titoli di stato diverrebbe l'unico mercato molto liquido e, di conseguenza, la BCE dovrebbe intervenire con acquisti su di esso.

Oltretutto, il dato della Spagna confermerebbe la tendenza ribassista dei prezzi nell'Eurozona: a dicembre, infatti, l'indice dei prezzi di Madrid ha segnato un calo dell'1,1% su base annua. Alla fine, al QE della BCE resta contraria la Bundesbank del governatore Jens Weidmann, il quale ritiene che il calo delle quotazioni petrolifere si tradurrà, al contrario, in un forte stimolo alle economie dell'Euro, aggiungendo che l'inflazione sotto la linea dello zero possa risultare solo temporanea e non una vera deflazione. Che dire, staremo a vedere.

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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