Lunedì, 06 Novembre 2017 12:00

i nuovi dirigenti nelle Forze Armate

Il riordino delle carriere militari prevede che, in base al grado, vengano nominati dirigenti un congruo numeri di Ufficiali attualmente in servizio senza il rituale passaggio di grado a Colonnello. Vediamo che succede, come hanno reagito gli interessati e soprattutto cosa c''è dietro.

Torniamo a parlare, dopo questo articolo, del trattamento stipendiale dei militari.

Il quotidiano nazionale 'Il Tempo' titola in estrema sintesi: "Carriere militari, una valanga di ricorsi". Ha già detto tutto: migliaia di militari, tra Esercito, Marina ed Aeronautica, protestano come possono ad una manovra secondo loro lesiva di professionalità e non remunerativa per le responsabilità affibbiate. Mentre il loro 'sindacato', il COCER (COmitato CEntrale di Rappresentanza) protesta che l'ex governo di Matteo Renzi, fautore della manovra, ha consentito un solo incontro di confronto e chiarimento all'argomento, in luogo dei dieci richiesti.

Un esercito - viene da dirlo - di militari arrabbiati per un provvedimento di adeguamento delle carriere che però, oltre che tardivo, giunge parziale, malconcio (a voler pensare in buona fede) o addirittura perverso (a pensarla in mala fede). Insomma, il provvedimento crea circa 10 mila nuovi dirigenti pubblici, inquadrati nelle Forze Armate, senza che ciò sia stato minimamente concertato con le parti in causa. Neanche concertato col sindacato della Polizia, beninteso, che tanto ha avuto ed ha in comune con le disposizioni contrattuali delle Forze Armate.

Cosi' il Maresciallo Antonello Ciavarelli ci spiega il punto di vista del COCER della Difesa:

I colleghi percepiscono che l'importante stanziamento di oltre un miliardo di euro sia servito come recupero degli automatismi stipendiali bloccati con aumenti fino anche a 600 euro mensili a solo beneficio della dirigenza. Per gli altri, ad esempio marescialli e ispettori, vi è stato un allungamento di carriera e maggiori valutazioni con contenuti aumenti di parametri stipendiali, ben al di sotto dei famosi 80 euro che non verranno più elargiti.

Un altro esempio della inadeguata considerazione è che, con il governo Renzi, il comparto Difesa ha avuto un solo confronto, quando la legge ne prevede almeno due all'anno. Inoltre, la concertazione sarebbe incominciata il 25 luglio scorso, ma da allora non vi è stato più alcun confronto, e dei famosi 85 euro medi lordi promessi nel contratto non si sa in quale piega della manovra economica si trovino. In tutto ciò la specificità è ignorata.

Cioè, per pagare le indennità accessorie per i servizi e per la sicurezza dei cittadini si dovrebbero sottrarre parte dei presunti 85 euro, viceversa dovrebbero finire tutti nelle tasche dei colleghi, almeno come per il resto del Pubblico Impiego. Il COCER con delibera ha chiesto un incontro con il governo: ancora oggi nulla di fatto, ma l'impegno non diminuira'.

Pensare che qualcuno sperava, invece, che la manovra finalmente giunta potesse sanare bene una situazione precaria dal 1995, ai tempi di situazione provvisoria che ha generato un incastro preverso di scavalcamento dei ruoli, di cui oggi ancora si pagano le conseguenze. I danni più evidenti li pagano adesso quei livelli di militari che, dalla riorganizzazione voluta dal governo, raccolgono solo le briciole dei vantaggi invece offerti ai dirigenti

I marescialli, cioè, che da questa manovra vedono solo l'allungamento della carriera, con l'introduzione del grado apicale di Luogotenente. Cui arrivarci, ora, è necessaria almeno una laurea triennale. Mentre il parametro stipendiale associato a tale grado è 4 punti sotto quello di Sottotenente: confronto non piacevole per i Sottufficiali, visto che il Sottotenente è il grado conseguito dall'Ufficiale giovanissimo, spesso ancora in Accademia e quindi che, nei fatti, non ha ancora lavorato in senso operativo neanche un giorno.

Stessa musica per gli interessati al regime transitorio: coloro che erano bloccati nell'avanzamento di carriera per pregressi problemi e che ora, con la riforma, riprendono il cammino, non vedono riconosciuta la misura corretta di anzanità accumulata. Mentre quelli che avevano raggiunto il grado apicale di Luogotenete ma non hanno maturato ancora 8 anni nel grado, dovranno sottoporsi ad una nuova, inattesa selezione ed attendere chissà quanto per l'agognato riconoscimento del grado.

Musica simile per Graduati e Sergenti: in teoria, molti vedevano aperto l'accesso ad un concorso ad hoc per passare al ruolo Marescialli, ma ciò ora è possibile solo per quelli che, nel 1995, erano già in servizio. Insomma, i più anziani di servizio potranno godere di tale opportunità, per gli altri occorrerà attendere e sperare - al momento per loro sono previsti alcuni aggiustamenti dei parametri stipendiali, oltretutto vanificati dal venir meno della cancellazione del diritto agli 80 euro. Finale, Graduati e Sergenti si sono trovati 30-40 euro in meno in busta paga.

Tutta una serie di situazioni paradossali, insomma, note solo ai diretti interessati ed a pochi addetti ai lavori. Ma che contribuisce a creare un forte malcontento tra i nostri militari e sfociare, in finale, in una valanga di ricorsi.

 

FONTE: https://www.nonsolomarescialli.it

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