Venerdì, 19 Ottobre 2012 19:34

notifica cartella esattoriale: valida con una firma qualunque

A logica, l'ufficiale preposto alla consegna della cartella esattoriale deve trovarci a casa, all'indirizzo di residenza, e sincerarsi sull'identità di chi riceve per accertare che sia proprio il destinatario o un suo congiunto. Invece, secondo la Cassazione, basta una firma qualunque, pure uno scarabocchio: non è compito dell'ufficiale verificare chi sta firmando per ricevuta. Una sentenza che apre la porta a molti dubbi ed interpretazioni soggettive, tutte a sfavore del diretto interessato.

La situazione diventa sempre più ricorrente: un tipo ci bussa alla porta e deve recapitarci una cartella esattoriale, tipicamente timbrata EQUITALIA, causata da un pagamento non commesso, o non completo, ovviamente nella visione - talvolta forzatamente erronea - dell'agenzia di riscossione. La Corte di Cassazione ha messo i puntini sulle "i" riguardo due importanti dettagli dall'impatto fondamentale per il cittadino vessato da EQUITALIA.

Iniziamo dalla sentenza n. 15746/2012, inerente la notifica della cartella esattoriale.

La Corte di Cassazione ha stabilito che è legittimità la notifica della cartella di pagamento anche se a riceverla non è il legittimo destinatario. Andando a ritroso, l’articolo 26 del DPR 602/1973 affermava che la procedura di notifica della cartella di pagamento si perfeziona con la consegna del plico presso il domicilio del destinatario, senza alcun altro adempimento a carico dell’ufficiale postale se non quello di curare che la persona da lui individuata come legittima alla ricezione dell’atto, apponga la firma sul registro di consegna. Il punto è tutto qui: l'ufficiale postale come individua la persona? Chiede al vicino o a qualche passante? E soprattutto, vale anche il classico scarabocchio?

E saltiamo alla seconda sentenza, la n. 16370/2012, inerente il rinnovo della notifica cartella esattoriale.

La  Sezione tributaria  si è occupata della legittimità del rinnovo della notifica della cartella esattoriale. Afferma che, se un primo tentativo di portare a conoscenza del destinatario la cartella esattoriale è andato male, può effettuarsi un secondo tentativo, sempre in riferimento allo stesso e unico atto. E ciò anche quando l’invalidità della prima notifica sia stata accertata dal giudice. A questo punto, la seconda notifica diventa gioco forza quella "buona".

A naso, queste due sentenze giocano spudoratamente a favore dell'agenzia di riscossione. E soprattutto rendono la vita facile all'agente postale, laddove di trattasse - può succedere - di una persona in malafede. Per esempio, se questi non ha voglia o tempo da perdere, fa mettere al primo che passa o mette lui stesso uno scarabocchio e festa fatta. Analogamente, EQUITALIA ha vita facile: analogo scarabocchio a casaccio e la pratica vola ai danni del vessato, il quale neanche si rende conto della "festa" che gli si sta preparando. E quando se ne accorge... è già troppo tardi!

 

FONTE: http://www.investireoggi.it

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